spettacolo

"Il Monnezza? Un colpo al cuore!"

Così Tomas Milian sul nuovo film

28 Apr 2005 - 13:27

Mentre "Il ritorno del Monnezza" di Carlo Vanzina con Claudio Amendola è campione d'incassi al boxoffice italiano, Tomas Milian (storico volto del Monnezza) ha detto la sua sul film: "Lo ammetto: è stato un colpo al cuore - ha dichiarato l'attore 72enne a Vanity Fair -. Come se avessero rapito mio figlio. Insomma, se io fossi morto, d'accordo. Ma sono vivo e continuo a lavorare! Almeno un cameo ci stava, o no?".

Milian però ha difficoltà a sbilanciarsi sul film di Vanzina ("E' un argomento spinoso"). Quando l'agosto scorso venne dato l'annuncio della realizzazione del sequel di Vanzina, Milian dichiarò a Vanity Fair: "Sarebbe un'idea mica male se ci fossi anch'io, nella parte del padre del Monnezza che ritorna da viaggi lontani", ma ne Il ritorno del Monnezza non appare: "Infatti" - conferma Milian - "non mi hanno contattato,  e direi una bugia se negassi di essere dispiaciuto. Non è nel mio stile ingannare la gente".
Intorno al Monnezza scoppia sempre qualche polemica "politica", chi dice che è trasgressivo e di sinistra, chi dice che è un fascistoide. "Fascista il Monnezza? Non scherziamo - commenta l'attore cubano -  è un comunista vecchio stile".

"Il ritorno del Monnezza" è un'operazione nostalgia nei confronti di un filone che ha scritto la storia del cinema italiano.  L'esordio cinematografico di "Er Monnezza" è datato 1976, ne "Il trucido e lo sbirro" di Lenzi in cui Milian dà vita al personaggio di Sergio Marrazzi, un delinquentello nemico della violenza. Poi Milian diventa Nico Giraldi della squadra antitruffa ma, film dopo film, i personaggi cominciarono a confondersi, perché interpretati sempre da Milian e tutti doppiati da Ferruccio Amendola.