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Miss Satine regina del burlesque, un'italiana alla conquista di Las Vegas

La performer lombarda è in corsa per "Viva Las Vegas", uno dei contest più prestigiosi del mondo. "Il mio burlesque? Si fonda tutto sull'ironia" dice lei a Tgcom24

- Un'italiana nel regno del burlesque. Lei è Silvia Sorrentino, in arte Miss Satine, che è in corsa per partecipare a "Miss Viva Las Vegas", una delle più importanti manifestazioni del genere che si terrà a marzo. Un grande risultato per lei che prende il burlesque molto seriamente: "Molti pensano sia uno strip con qualche piuma - dice a Tgcom24 -, ma è spettacolo vero, il cui ingrediente fondamentale è l'ironia".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    Perché Silvia entri nell'elenco delle finaliste c'è tempo di votare fino al 31 gennaio, ma il risultato dovrebbe essere quasi al sicuro. "Al momento sono prima con un certo distacco - spiega lei -. In teoria la cosa dovrebbe essere sicura, tanto che quelli di Las Vegas mi hanno già contattato per prendere appuntamento per foto e promozione. Speriamo in bene. Si tratta di uno dei contest più famosi del mondo e, tra l'altro, nessuna italiana è mai riuscita a parteciparvi. Quindi sarebbe davvero una grande cosa".

    A Las Vegas presenterai uno show nuovo?
    Sarà uno spettacolo inedito. Ho realizzato un video per le selezioni. Nel sito di Viva Las Vegas c'è già un video dello spettacolo che farò anche se non completo, sto facendo pratica di alcuni movimenti di ginnastica artistica, potenza, acrobatica.

    Qualche anno fa in Italia c'è stata una vera esplosione del burlesque. Ora la situazione com'è?
    Purtroppo siamo in una fase di decadenza. Mentre all'estero è una normalità e viene considerato uno spettacolo come il cabaret, qui da noi è stata una moda. Siamo un paese che vive molto sulle mode di fenomeni di passaggio del momento. C'è ancora chi lo fa ma molto meno di due anni fa.

    Decadenza per disinteresse o per poca qualità?
    Il problema è che ci sono molte più performer, la maggior parte delle quali improvvisate. Chi organizza le serate vuole pagare poco e per risparmiare prende gente non all'altezza. Il risultato è che poi restano insoddisfatti e non lo fanno più. Tante pensano che per fare burlesque basti comprare un boa di piume dai cinesi e un corsetto da 20 euro. Invece c'è un grande lavoro dietro, di movimenti, di recitazione. 

    Da noi è sempre stato identificato come una forma di strip particolarmente coreografico...
    Bisogna entrare nella sua cultura e capire profondamente che cosa sia. Più sei attrice e più riesce bene. Addirittura il burlesque è nato come forma di intrattenimento molto ironica. In Italia non è conosciuto in questo modo. Se vai a vedere uno spettacolo in America muori dalle risate. Questo non toglie che possa esserci una grande dose di sensualità, ma l'ironia non manca mai.

    Quanto tempo impieghi per preparare un'esibizione?
    Ho ritirato nei giorni scorsi un costume che ho progettato nove mesi fa. Nel frattempo mi sono allenata quasi tutti i giorni. Se vuoi fare un bel lavoro devi dedicarci almeno una o due ore al giorno, per tre o quattro mesi mesi.

    Come hai scoperto questo mondo?
    Bazzicavo un po' il mondo dello spettacolo e per un certo periodo ho fatto la stripper. Ma l'ho fatto in maniera ironica: mi travestivo, facevo più la simpatica che la sexy. Poi quando ho visto uno spettacolo di Dita Von Teese ho capito che quella era la mia forma d'arte. Ho dato un nome a qualcosa che già era dentro di me.

    Cosa pensi di Dita? È davvero la più brava o solo quella con maggior capacità di marketing?
    Lei fa il classico burlesque, non ha nulla di ironico, è molto sensuale e punta tutto sul glamour. Ha avuto la fortuna di avere un marito famoso che l'ha messa sotto i riflettori, ma lei è stata bravissima a sfruttare la sua occasione. Certo, può anche permettersi cose che altre... Io tra scenografia e vestiti, per preparare uno show spendo anche 1500-2000 euro, ma lei indossa abiti da 20mila euro al pezzo...

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