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Giorgio Faletti è morto a Torino a 63 anni

Lutto cittadino ad Asti per i funerali che si svolgeranno martedì 8 luglio, lunedì sarà aperta la camera ardente

- Giorgio Faletti è morto a 63 anni all'Ospedale Molinette di Torino. Pochi mesi fa aveva scoperto di essere malato ai polmoni ed era appena rientrato da Los Angeles dove era in cura in un centro specializzato contro i tumori. Personaggio televisivo, scrittore, autore di best seller come "Io Uccido", era nato ad Asti il 25 novembre 1950. I funerali martedì 8 luglio alle 15 nella Collegiata di San Secondo ad Asti. Lunedì sarà aperta la camera ardente.

    E' stato indetto lutto cittadino ad Asti in occasione dei funerali di Giorgio Faletti, che si svolgeranno l'8 luglio alla Collegiata di San Secondo. Lo ha proclamato la giunta comunale, che ha deciso di dedicare all'artista la biblioteca civica, di cui era da due anni il presidente. "In questo modo tutta la città - commenta il sindaco, Fabrizio Brignolo - si stringe alla moglie Roberta, che è stata vicina a Giorgio in tutto il percorso della malattia e che sta affrontando una grave perdita".

    "A noi amici astigiani mancherà la sua battuta pronta, la sua umanità e la sua semplicità - aggiunge il primo cittadino - a tutto il mondo mancherà un artista che era ancora nel pieno del vigore della sua vena creativa, teatrale, musicale e letteraria".

    Personaggio poliedrico, artista dai tanti volti, Faletti ha conosciuto il successo in vari ambiti artistici: dalla tv per tutti, alla scrittura, alla musica come cantante e autore, fino al cinema impegnato.

    Cabarettista di fama in tv, ha fatto ridere il grande pubblico a "Drive in", e poi quello della prima serata del sabato in un "Fantastico" (era il 1990) con Pippo Baudo, Marisa Laurito e Jovanotti. Intanto, laureato in Giurisprudenza, coltiva anche la passione per la musica pubblicando nel 1988 pubblica il primo mini-album "Colletti bianchi", colonna sonora del telefilm omonimo che lo vede fra i protagonisti.

    Nel 1991 suo secondo disco, "Disperato ma non serio", che contiene tra le altre canzoni, "Ulula", uno dei brani più trasmessi in radio nell'estate 1991. Sempre quell'anno scrive per Mina, "Traditore", e la include in "Caterpillar", ma poi sarà anche autore di brani per Milva, Fiordaliso, e Branduardi.
    Nel 1992 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo in coppia con Orietta Berti con la canzone "Rumba di Tango", inserita poi nel suo terzo album "Condannato a ridere". A Sanremo torna nel 1994 e vince il premio della critica, classificandosi anche al secondo posto in assoluto, con "Signor Tenente", una canzone ispirata alla strage di Capaci e d'Amelio, che è rimasta nell'immaginario collettivo. 

     

    Ma è nel 2002 che sorprende tutti, pubblico e critica, con il suo straordinario esordio da narratore con il primo thriller, "Io uccido", che vende oltre 4 milioni di copie. Nel 2004 raddoppia con il secondo romanzo "Niente di vero tranne gli occhi", che al momento ne ha vendute tre milioni e mezzo, per continuare poi la fortunata carriera di scrittore. E' stato anche attore impegnato, in "Baaria" di Tornatore e nel film "Il sorteggio" di Giacomo Campiotti oltre al film cult "Notte prima degli esami".

    L'amico: "Scherzava anche sulla malattia" - "Giorgio prendeva in giro tutto, anche il tumore. Ne parlavamo sempre a mo' di battuta". A raccontarlo è Massimo Cotto, uno degli amici che è stato con lui fino alla fine. "Ho passato la notte con lui, c'erano tutti gli amici più cari, la famiglia". "Negli ultimi giorni era molto debilitato, non era cosciente - racconta ancora l'amico -. Sembrava uno scherzo venuto male: due settimane fa pensava di aver vinto il cancro al polmone, ma poi la malattia ha avuto il sopravvento nel giro di poco".

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