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Green Deal, nascita e primi passi del "piano verde" targato Ue

Il nuovo corso "green" impresso dalla Ue alle proprie politiche ambientali è ambizioso e articolato. Obiettivo: raggiungere la neutralità climatica entro il 2050

Parlamento europeo

La minaccia è nota. E assume diverse forme, raggruppabili in due grossi spauracchi: cambiamenti climatici e degrado ambientale. Il destino dell'Europa presente e soprattutto di quella futura si gioca dunque sul tavolo del cambiamento. L'obiettivo? Invertire la rotta. E provare a interrompere il processo degenerativo in corso. Come? Attraverso il Green Deal, il piano d'azione dell'Ue volto a promuovere l'uso efficiente delle risorse passando a un'economia pulita e circolare, ripristinare la biodiversità e ridurre l'inquinamento.

La Ue - dopo che il Parlamento ha dichiarato l'emergenza climatica nel novembre del 2019 - ha raccolto dunque la sfida e lo ha fatto concentrandosi su un unico grande obiettivo: raggiungere la neutralità climatica nel 2050. L'11 dicembre 2019, la Commissione ha quindi presentato il Green Deal europeo. 

 

Ecco, in sintesi, quanto fatto dall'Unione Europea in questo senso a partire dal gennaio del 2020 e quali saranno le prossime tappe.

 

Piano di investimenti: finanziare la transizione verde - A gennaio 2020, la Commissione europea presentò il piano d'investimenti del Green Deal europeo. Si tratta della pianificazione della strategia per attrarre almeno 1000 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati durante i prossimi dieci anni. Parte del piano è il meccanismo per una transizione giusta, ovvero lo strumento chiave per fare in modo che la transizione verso un'economia climaticamente neutra avvenga in modo equo.

 

Legge europea sul clima - Era il 4 marzo del 2020 quando la Commissione presentò ufficialmente la "Legge europea sul clima". Tra gli obiettivi più importanti (accanto a quello principale relativo al raggiungimento della neutralità climatica tra trent'anni), vi è quello attinente alla riduzione intermedia prevista per il 2030 del 60% delle emissioni rispetto ai livelli del 1990.

 

Per un'economia circolare - Sempre a marzo 2020, fu presentato un piano d'azione per l'economia circolare. Obiettivi primari: promuovere la circolarità dei processi produttivi, favorire un consumo sostenibile e ridurre la quantità dei rifiuti. Il pacchetto stabilisce due obiettivi per l'Unione Europea: il riciclo di almeno il 55% dei rifiuti urbani entro il 2025 e il riciclo del 65% dei rifiuti di imballaggi entro lo stesso anno. Nuove regole e nuovi approcci, dunque, che prevedono anche l'obiettivo vincolante di riduzione dello smaltimento 'tradizionale'. Tanto che entro il 2035 si prevede che solo un massimo del 10% dei rifiuti potrà essere smaltito in discarica.
 

Biodiversità - Una cruda verità: un milione di specie al mondo è a rischio di estinzione. Ragion per cui il 20 maggio scorso la Ue presentò una precisa strategia relativa alla protezione della biodiversità con una mission duplice: proteggere la natura e bloccare la degradazione degli ecosistemi. Altri obiettivi da non mancare: aumento delle aree protette, sblocco di 20 miliardi di euro all'anno per la tutela della biodiversità e innesto di 3 miliardi di alberi entro il 2030.

 

Verso la decarbonizzazione - Poco prima della pausa estiva del 2020, furono adottate le strategie della Ue in merito all'integrazione dei sistemi energetici e per l'idrogeno. Di seguito alcuni temi chiave: dare priorità all’efficienza energetica e massimo risalto alle fonti rinnovabili; assicurare un approvvigionamento energetico dell'Ue a prezzi accessibili; garantire un mercato dell'energia integrato, interconnesso e digitalizzato; fornire maggiore diritti ai consumatori e sostenere gli Stati membri nel fronteggiare la povertà energetica; sviluppare le potenzialità dell'energia eolica offshore dell'Unione Europea.
 

Metano: urge una riduzione - A ottobre 2020 fu adottata da parte della Commissione europea una strategia per ridurre le emissioni di metano, una delle cause principali dei cambiamenti climatici avvenuti negli ultimi anni. Il piano prevede la creazione di un osservatorio internazionale delle emissioni di metano e, nell'arco di quest'anno, nuove leggi relative alla misurazione e verifica delle stesse emissioni.

 

Patto Europeo per il clima - "L’intenzione è quella di riunire tutti coloro che vogliono fare qualcosa per difendere il nostro Pianeta. E' giunto il momento che ognuno di noi passi all'azione". Queste le parole con cui nel dicembre 2020 scorso, Frans Timmermans (Vicepresidente esecutivo della Commissione europea, responsabile dell'European Green Deal), ha presentato il Patto Europeo per il clima, rivolto a industrie, comunità locali e società civile affinché si condividano informazioni, consigli e orientamenti per salvaguardare al meglio l'ambiente.

 

Priorità per il 2021 - Nel delineare l'insieme delle azioni che scandiranno l'operato di Commissione e Parlamento Ue lungo il corso del 2021, la Commissione Europea ha elencato alcune importanti tappe del Green Deal che prenderanno forma quest’anno. Di seguito i punti caldi:
1) revisione della legislazione in materia di clima e di energia con l'obiettivo di tagliare almeno del 55% le emissioni di carbonio;
2) presentazione di una serie di misure relative a trasporti intelligenti e sostenibili, tra cui una revisione del regolamento sulla rete transeuropea dei trasporti;
3) attuazione del piano per l'economia circolare con focus particolare su progettazione ecocompatibile e sui prodotti sostenibili;
4) incremento dell'agricoltura biologica, ripristino degli ecosistemi degradati, protezione di oceani e foreste;
5) introduzione sul mercato di additivi alimentari innovativi per ridurre l'impatto ambientale dell'allevamento.

 

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