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Coronavirus e vaccinazioni, la salute in Europa | Guarda la prima puntata di "Fatti e Misfatti d'Europa"

Lʼapprofondimento settimanale, realizzato in collaborazione con il Parlamento europeo, è andato in onda martedì 19 gennaio. Ospiti del primo appuntamento Antonio Tajani e Fabio Massimo Castaldo

La salute in Europa. Parte da questo importante tema "Fatti e Misfatti d'Europa", il nuovo programma di Tgcom24 realizzato in partnership con il Parlamento europeo. Nel corso della prima puntata, andata in onda martedì 19 gennaio, si è parlato della vaccinazione anti-Covid nei vari Stati membri e di una possibile Unione europea della salute. Ospiti del primo appuntamento, condotto da Paolo Liguori, Antonio Tajani, vicepresidente del Partito popolare europeo, e Fabio Massimo Castaldo, vicepresidente del Parlamento europeo, che si sono detti entrambi convinti che senza l'Europa dalla pandemia non si esce. 

Europa e Covid - L'emergenza Covid-19 ha messo gli Stati di fronte a nuove sfide da affrontare. Il diffondersi del Covid ha colpito sia i sistemi sanitari che economici dei Paesi, portando l'Ue a delineare misure importanti: dal Recovery Fund allo Sure, fino al piano Next Generation Eu e al Eu4Health. Strumenti che hanno permesso ingenti stanziamenti economici a sostegno degli Stati membri. Secondo i rappresentanti del gruppo del Partito Popolare Europeo Antonio Tajani e Manfred Weber, come da loro stessi scritto sul Corriere della Sera, "questo è stato l’anno in cui l’Europa ha scelto la solidarietà e non l’egoismo". 

 

L'Unione europea della salute - Tuttavia, la strada verso un'Unione sanitaria è ancora lunga. I popolari europei ribadiscono dunque l'importanza di creare un approccio comune per finanziare studio e innovazione arrivando a fondare un istituto europeo per la ricerca così da trasformare questo momento di crisi in un vero rinnovamento europeo.


"E' una battaglia che conduciamo da quando è esplosa la vicenda del coronavirus. Il Partito popolare europeo è stato il primo a insistere su un coordinamento. La pandemia non conosce confini geografici. La battaglia deve essere combattuta insieme, altrimenti rischiamo di non vincere lo scontro con un nemico invisibile che deve essere anticipato. Se non ci fosse stata l'Europa in Italia non sarebbero arrivati i primi vaccini a prezzi accessibili. Se è cominciata, seppur lentamente e con tanti i problemi, una campagna vaccinale lo si deve soprattutto all’Europa. Quindi un'Europa della solidarietà è un primo passo verso un'Unione europea della salute. Ma per prevenire nuove epidemie, per affrontare una ricerca con più investimenti, per avere anche un istituto europeo della ricerca, bisogna fare ancora qualche passo in avanti", spiega Tajani.


Gli fa eco Castaldo: "Per quanto riguarda gli sforzi fatti in questi difficili mesi non posso che salutare con grande favore alcuni passi in avanti significativi nel raggiungimento dell’obiettivo, che condivido con Tajani, di un'Unione europea della Salute. In primis la gestione accentrata, la volontà di avere un piano vaccinale europeo e quindi una strategia comune degli acquisti. E' chiaro però che il percorso di un'Unione europea della salute e di una vera integrazione più forte in ambito sanitario è ancora un percorso lungo e faticoso. Con il programma Eu4Health abbiamo rafforzato di molto l'azione e gli stanziamenti centrali del bilancio pluriennale dell’Unione in questo ambito. Il Parlamento europeo si è battuto con grande tenacia per passare da 1,7 miliardi a oltre i 5.1". 


"Adesso - sottolinea il vicepresidente del Parlamento europeo - sarà fondamentale lavorare ancora di più per ampliare all'interno del programma Orizzonte Europa le iniziative sulla ricerca scientifica transfrontaliera ma anche puntare a una nuova agenzia per lo sviluppo biomedico avanzato. Bisogna, inoltre, ampliare ulteriormente ogni possibile ambito di cooperazione tra i Paesi. I virus non conoscono frontiere, è ovvio quindi che senza questa forma di cooperazione stretta - anche nei protocolli, nella capacità di reazione - non sconfiggeremo questa pandemia".


Sistema di vaccinazione in Europa - La campagna vaccinale in Europa è cominciata da quasi un mese. Alla base c'è stato un massiccio investimento da parte dell'Ue che ha garantito di ridurre tempi di ricerca e di distribuzione. Vediamo come avviene la filiera del vaccino nei principali Paesi Ue. 


In Germania, il governo federale procura i vaccini e li distribuisce ai Lander. I Lander garantiscono stoccaggio e distribuzione. In Spagna, invece, il ministero dell’Interno e della Salute coordinano la sicurezza e il trasporto delle dosi che vengono distribuite alle comunità autonome. Ogni comunità autonoma utilizza il personale degli ospedali pubblici (a eccezione di Madrid, dove le autorità sanitarie hanno impartito una formazione al personale delle residenze per anziani). In Francia, il ministero della Salute ha istituito i centri di vaccinazione. Per vaccinarsi bisogna prima registrarsi online e poi recarsi nei centri. 

 

"Il lavoro e lo sforzo è e resta titanico - commenta Castaldo - Si è creata però una certa tensione geopolitica per quanto riguarda la scelta dei singoli vaccini, delle quantità delle dosi secondo il tipo di produttore. Questo chiaramente non è un messaggio positivo. Penso che solo la scienza debba guidarci in questo momento. Auspichiamo comunque che ci sia uno sforzo maggiore sia in termini  quantitativi sia di garanzia nella logistica di distribuzione". 


"E' partita la campagna per le vaccinazioni, ma bisogna fare in fretta. Servono i vaccini ma serve anche un'organizzazione tale da poter vaccinare la maggior parte della popolazione. Bisogna mobilitare medici, infermieri, farmacisti così come utilizzare le farmacie per vaccinare. E poi bisogna vaccinare dalla mattina alla sera. Serve per fare questo anche un investimento importante, ecco perché noi siamo assolutamente convinti che si debbano utilizzare i 37/38 miliardi del Mes per rinforzare la struttura sanitaria. Attenzione perché sta per arrivare la terza ondata e noi non possiamo sempre inseguire il nemico, bisogna anticiparlo", dice invece Tajani. 

 

I numeri della vaccinazione in Europa - Come stanno andando le vaccinazioni anti-Covid in Europa? In testa alla classifica dell'Ue c'è l'Italia, seguita da Germania e Spagna. Stupisce che la Francia sia quinta in graduatoria, eppure è partita in ritardo rispetto agli altri Paesi. Nella parte finale della classifica - bisogna tenere comunque conto anche della densità di popolazione degli Stati - troviamo Cipro, Malta e Lussemburgo.


"Non dimentichiamoci che se abbiamo scongiurato una competizione intraeuropea resta e permane una fortissima competizione con gli altri Stati extraeuropei nell’accaparramento delle dosi. Da parte di Russia e Cina si è sviluppata anche una sorta di geopolitica dei vaccini nei confronti dei Paesi terzi. Sarà fondamentale vedere quando arriveranno le certificazioni definitive da parte dell'Ema di altri lotti importanti che sono stati bloccati nei precedenti mesi dall’Europa. E' importantissimo procedere velocemente", conclude Castaldo. 

 

"Dobbiamo fare in modo che non ci sia una concorrenza sleale dell'industria farmaceutica extraeuropea per danneggiare l'industria europea. L'importante è che arrivino i vaccini, il maggior numero possibile, ma una volta arrivati bisogna avere già pronta la rete per vaccinare il maggior numero possibile di persone. Insisto sull'organizzazione. E su questo siamo tutti pronti a collaborare. In questo momento credo che tutte le forze politiche e tutte le persone di buon senso debbano lavorare insieme. Quando si tratta di salvare vite umane bisogna sedersi attorno a un tavolo e mettere le migliori idee di ciascuno a disposizione per fare il bene degli europei", conclude Tajani.

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