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Coronavirus e Parlamento Ue, con la modifica del Fondo di aiuti europei agli indigenti più risorse per i bisognosi

Il Fead è nato nel 2014. Circa 13 milioni di persone beneficiano degli aiuti del fondo ogni anno

Il Fondo di aiuti europei agli indigenti 

Di fronte agli effetti della pandemia innescata dal Covid-19, era impensabile applicare schemi e logiche di pensiero appartenenti al 'prima'. Forte di questa consapevolezza, il Parlamento europeo - in data 21 gennaio 2021 - ha votato per allargare React-Eu ai progetti del Fead (Fondo di aiuti europei agli indigenti) continuando così a rendere disponibili importanti risorse aggiuntive indirizzate agli indigenti.

Il Fead - Il Fead nasce nel 2014. Per il periodo 2014-2020 sono stati stanziati oltre 3,8 miliardi di euro. Il suo scopo? Quello di mitigare le forme più gravi di povertà nell'Unione europea, fornendo ai più bisognosi beni di prima necessità (vestiti, scarpe, prodotti per l'igiene personale) e promuovendo l'inclusione sociale tramite sostegno psicologico, corsi di lingua, ecc. I numeri sono importanti: ammontano infatti a ben 13 milioni le persone che beneficiano ogni anno degli aiuti del fondo.

 

Finanziamenti aggiuntivi -  Il 17 aprile, il Parlamento europeo ha approvato anche alcuni cambiamenti alle norme che regolano il Fondo di aiuti europei agli indigenti. Le modifiche assicurano una migliore protezione delle persone a rischio di povertà ed esclusione sociale che dipendono da altri e la continuità dell’assistenza durante il distanziamento sociale.

 

L'ultima revisione - Ora, grazie alla revisione del regolamento, gli Stati membri potranno continuare a finanziare interventi per i più bisognosi. I fondi aggiuntivi saranno resi disponibili nel 2021 e nel 2022 da React-Eu. Ogni Stato membro potrà scegliere di aumentare le risorse contemplate nel regolamento Fead per assicurare cibo e assistenza di base ai più indigenti. E infine, allo scopo di attenuare l'impatto sui bilanci pubblici, le risorse aggiuntive non saranno finanziate dagli Stati membri, ma sarà la Commissione a fornire prefinanziamenti per accelerare i tempi.

 

"Questa pandemia ha avuto conseguenze di vasta portata sulla qualità della vita delle persone, soprattutto su coloro che erano vulnerabili all’inizio. Più del 20% di tutti gli europei ha visto la propria situazione peggiorare. Questo fondo sarà lo strumento per aiutarli a trovare la via per uscire dalla povertà e per rientrare nella società", ha detto Lucia Duris Nicholsova, membro del gruppo parlamentare "Libertà e solidarietà".

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