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Plastica negli oceani: fatti, conseguenze e nuove norme europee

Il 27 marzo, il PE ha votato a favore di nuove regole per arginare il problema dei prodotti di plastica monouso e degli attrezzi di pesca perduti in mare

Plastica negli oceani: fatti, conseguenze e nuove norme europee

Entro il 2050 il peso delle plastiche presenti nei mari sarà superiore a quello dei pesci. E' quanto conferma una recente stima. Per arginare il problema dei prodotti di plastica monouso e degli attrezzi di pesca perduti nelle acque - che compongono ben il 70% di tutti i rifiuti marini - il 27 marzo il Parlamento europeo ha votato a favore di nuove regole. Nelle infografiche i fatti principali sulla presenza della plastica negli oceani.

Le nuove misure - Il modo più efficiente per affrontare il problema è quello di impedire che ulteriori quantità di plastica finiscano in mare. Gli oggetti di plastica monouso costituiscono il gruppo più numeroso di rifiuti trovati lungo le coste marine. Per questo, il Parlamento ha approvato il divieto totale per questi oggetti di cui esiste una versione alternativa già disponibile sul mercato: cotton fioc, posate, piatti, cannucce, bastoncini mescola bevande e bastoncini da palloncino. Gli eurodeputati hanno aggiunto alla lista dei prodotti da vietare anche i contenitori per cibo da fast-food in polistirene.

Fra le altre proposte approvate, l’obiettivo di raggiungere entro il 2029 la raccolta del 90% delle bottiglie di plastica (per esempio attraverso il sistema dei vuoti a rendere) e l’obbligo di etichettatura per i prodotti di tabacco con filtri, i bicchieri di plastica, gli assorbenti igienici e le salviettine umidificate, in modo che gli utenti sappiano come smaltirli correttamente, il tutto corredato da un’attività di sensibilizzazione. Infine, è stato stabilito che una parte del materiale utilizzato per produrre le bottiglie di plastica debba provenire dalla plastica riciclata in percentuali pari al 25% entro il 2025 e al 30% entro il 2030.

Altre azioni per combattere l'inquinamento della plastica - A settembre 2018 gli eurodeputati hanno approvato una strategia contro le plastiche che mira ad aumentare i tassi di riciclaggio dei rifiuti di plastica nell’Ue. Inoltre, il Parlamento ha proposto alla Commissione europea una lista di misure contro le micro-plastiche, dei minuscoli pezzi di materiale plastico che si trovano in quantità crescenti negli oceani. Nel 2015, il Parlamento ha votato a favore di una restrizione dell'uso delle buste di plastica leggera nell'Ue.

I problemi creati dai rifiuti marini - Non solo disordine e sporcizia. I rifiuti di plastica feriscono gli animali che possono restare intrappolati nei pezzi più grandi o addirittura possono scambiarne le parti più piccole per cibo. Un problema quest'ultimo che riguarda animali - l’ingestione di particelle di plastica impedisce la digestione degli alimenti normali e può favorire la presenza di inquinanti chimici tossici nel loro organismo - e gli esseri umani, che, tramite la catena alimentare, mangiano la plastica ingerita dai pesci (anche se gli effetti di questo passaggio sulla salute sono ancora ignoti).

I rifiuti di plastica causano inoltre una perdita economica per quei settori e quelle comunità che dipendono dai prodotti ricavati dal mare, inclusa l’attività manifatturiera: solo il 5% del valore degli imballaggi di plastica resta nell’economia - il resto viene letteralmente gettato via, rendendo ancora più evidente la necessità di un approccio incentrato sul riciclaggio e sul riuso.

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