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Agroalimentare: lʼUe dichiara guerra alle pratiche commerciali sleali

Eʼ stato raggiunto un nuovo accordo tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea per tutelare i fornitori

Agroalimentare: l'Ue dichiara guerra alle pratiche commerciali sleali

L'Unione europea dichiara guerra alle pratiche commerciali sleali nel settore dell'agroalimentare grazie a un accordo raggiunto tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea. Lo ha annunciato l'eurodeputato Paolo De Castro, negoziatore capo per il Parlamento, precisando che ''ora saranno tutelati il 100% degli agricoltori europei e il 98 dell'agri-food". Dopo dieci anni di battaglie è stato trovato un compromesso che verrà validato nelle prossime settimane dall'Assemblea plenaria e dal Consiglio dei ministri dell'Ue.

Il via libera arriverà prima della fine dell'attuale legislatura europea, il prossimo maggio. Con il nuovo accordo è stata "portata da 50 a 350 milioni di euro la soglia minima di fatturato delle aziende agricole e delle imprese agroalimentari entro la quale sarà applicata in tutti gli Stati membri la nuova direttiva europea contro le pratiche commerciali inique e immorali".

Con la normativa l'Ue dice no a pratiche come la cancellazione last minute degli ordini, i ritardi nei pagamenti ai fornitori, le modifiche unilaterali dei contratti, i mancati pagamenti ai fornitori per la merce invenduta. Non meno importante è il fatto che la normativa europea verrà estesa agli acquirenti di prodotti agroalimentari Ue situati nei Paesi terzi, per evitare triangolazioni di centrali distributive che hanno sede legale in Stati extra-Ue. Le future regole Ue inoltre verranno applicate a tutti i prodotti alimentari e ora anche a tutti quelli agricoli compresi il florovivaismo, la mangimistica, il tabacco e il cotone, quest'ultimi inizialmente esclusi. Il rapporto tra i fornitori di prodotti agroalimentari con gli acquirenti viene ulteriormente rafforzato con l'obbligo di sottoscrivere contratti scritti tra le parti.

In caso di mancato rispetto dei diritti è prevista la denuncia da parte del singolo o dell'associazione di produttori nel pieno anonimato. L'accordo "apre la strada ad una normativa che per la prima volta nell'Ue fornisce una protezione significativa a tutti gli agricoltori, le loro organizzazioni e le piccole e medie imprese, dagli operatori più grandi che agiscono ingiustamente e fuori dalle regole", ha affermato il commissario all'agricoltura Phil Hogan. "Vorrei esprimere il mio apprezzamento - ha aggiunto Hogan - a tutti i negoziatori, il cui approccio e il duro lavoro costruttivo hanno assicurato l'accordo politico di oggi. Sono particolarmente lieto che l'intesa sia stata raggiunta in un periodo straordinariamente breve di otto mesi dalla presentazione della proposta da parte della Commissione".

L'intesa raggiunta si applica a chiunque sia coinvolto nella catena di alimentare con un fatturato fino a 350 milioni di euro, con livelli differenziati di protezione forniti al di sotto di questa soglia. Le nuove regole riguarderanno rivenditori, industrie alimentari, grossisti, cooperative o organizzazioni di produttori, o un singolo produttore, coinvolti in una qualsiasi delle pratiche commerciali sleali individuate.

Realizzato in collaborazione con Ansa Europa

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