DOMANDE & RISPOSTE

Blue Origin, il progetto New Glenn: cos'è, quanto è costato e quale sarà l'impatto dell'esplosione a Cape Canaveral

Un razzo New Glenn, vettori spaziali dell'azienda di Jeff Bezos, è esploso durante un test a Cape Canaveral. Ma cosa sono i New Glenn e quanto costano

29 Mag 2026 - 09:16
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 © U.S. Space Force

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Per chi, come Blue Origin e il suo patron Jeff Bezos, rende lo spazio il suo business, il fallimento e l'imprevisto sono quasi all'ordine del giorno. Tra disponibilità economiche (quasi) illimitate e uno sguardo sempre proiettato verso il lancio successivo, una battuta d'arresto come l'enorme esplosione che ha distrutto un razzo New Glenn a Cape Canaveral è solo un piccolo dosso. Ma in quella enorme nube incandescente di fiamme sono andati in fumo svariate centinaia di milioni di euro

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Cos'è New Glenn?

 È una famiglia di lanciatori orbitali, cioè vettori spaziali che hanno il compito di trasportare un carico nello spazio - satelliti o sonde - e inserirlo nell'orbita terrestre. Può trasportare fino a 45mila chilogrammi in orbita terrestre bassa e 7mila chili sulla manovra di inserzione translunare, che permette di portare un veicolo spaziale sulla traiettoria di trasferimento verso la Luna. 

Perché si chiama così?

 Il nome deriva da John Glenn, che nel 1962 fu il primo astronauta americano a completare un giro della Terra in orbita. 

Quanto è grande un razzo New Glenn?

 La famiglia di razzi New Glenn, a cui l'azienda di Jeff Bezos ha iniziato a lavorare nel 2015, è costruita generalmente su due stadi sovrapposti. Il diametro massimo del veicolo è di circa 7 metri, l'altezza arriva a sfiorare 100 metri. Il primo stadio (GS1) è spinto da 7 motori alimentati a metano liquido e ossigeno liquido. Il secondo stadio (GS2) utilizza 2 motori a idrogeno e ossigeno liquido. Come SpaceX, le nuove aziende aerospaziali puntano molto sull'economia dei costi garantita dal riutilizzo di alcune parti. Nel New Glenn il primo stadio è progettato per essere riutilizzato fino a 25 volte, rientrando autonomamente su una nave-piattaforma robotica nell'Oceano Atlantico chiamata Landing Platform Vessel 1 (Jacklyn).

© Afp

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Quanti lanci ha fatto New Glenn e come sono andati?

 A oggi, il programma New Glenn conta tre lanci orbitali operativi, a cui si aggiunge il catastrofico incidente a terra del 28 maggio 2026. Il bilancio ufficiale dei voli nello spazio è di due successi e un fallimento. Il volo inaugurale, avvenuto il 16 gennaio 2025 a dieci anni dall'apertura del progetto, ha immesso correttamente in orbita il veicolo dimostrativo Blue Ring Pathfinder. Il primo stadio non è però stato recuperato. Il 13 novembre 2025, dopo dieci mesi, è avvenuto il primo lancio per conto della NASA. Un razzo New Glenn ha immesso i due piccoli orbiter della missione scientifica Escapade su una traiettoria interplanetaria verso Marte. Questa missione ha segnato il primo recupero storico con successo del primo stadio, atterrato sulla chiatta oceanica Jacklyn. Il 19 aprile 2026, il primo lancio commerciale per conto di Ast SpaceMobile per posizionare un satellite Bluebird è stato invece fallimentare a causa di un'anomalia tecnica al secondo stadio del razzo. 

Cosa è successo il 28 maggio e perché è esploso il razzo?

 Durante un test di accensione statica a terra (static fire test/hotfire test) programmato intorno alle ore 21 locali presso la rampa LC-36 a Cape Canaveral, il primo stadio del razzo è esploso in una gigantesca palla di fuoco. Il primo stadio avrebbe dovuto partecipare tra pochi giorni a un lancio, previsto proprio per i primi di giugno. Il booster è andato completamente distrutto e la costosissima rampa avrebbe subito danni strutturali gravissi. Fortunatamente, i 48 satelliti di Amazon (Project Kuiper) da trasportare non erano ancora montati a bordo e nessuno è rimasto ferito.

© Afp

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Il lancio di un razzo New Glenn il 13 novembre 2025

Quanto costa un razzo New Glenn, e quindi quanto ha perso Jeff Bezos nell'esplosione?

 È difficile fare stime precise, dato che Blue Origin non ha mai reso pubblico il costo di produzione del singolo razzo. Si sa che ufficialmente il costo dell'intero progetto New Origin si aggira intorno ai 2,5 miliardi di dollari, anche se molte fonti di settore indicano che la cifra reale superi i 4-5 miliardi. Questo sviluppo è stato quasi interamente finanziato dalle tasche private di Jeff Bezos tramite la vendita di azioni Amazon, anche se Blue Origin ha ricevuto circa 255,5 milioni di dollari di finanziamenti dalla US Space Force prima del recesso del contratto nel 2020. Nel conto è considerato anche la porzione - oltre 1 miliardo di dollari - per la costruzione della piattaforma di lancio LC-36 a Cape Canaveral, in Florida.

Quanto costa lanciare un razzo New Glenn?

 Il prezzo commerciale stimato per un singolo lancio del New Glenn oscilla tra i 68 e i 110 milioni di dollari. Nello specifico, per i contratti commerciali con aziende di telecomunicazioni (come Ast SpaceMobile), Blue Origin applica una tariffa di circa 110 milioni di dollari. 

Quali potrebbero essere gli impatti economici dell'esplosione del razzo New Glenn?

 A livello pratico e concreto, il danneggiamento della piattaforma di lancio impone una necessaria pausa a tutti i lanci pianificati con un razzo della famiglia New Glenn. Quanto sarà lunga questa pausa ancora non è chiaro, dato che al momento non sono disponibili altre piattaforme operative per Blue Origin. Probabile servano mesi di lavori e che il prossimo lancio avvenga nel 2027. Stop dunque al Project Kuiper, che avrebbe dovuto portare in orbita 48 satelliti per fare concorrenza a Starlink di Elon Musk. Fermi anche i lanci previsti per conto di clienti, che non rimpolperanno le tasche di Jeff Bezos finché i vettori saranno fermi a terra. Per non parlare dei costi per riparare la piattaforma. 

E l'impatto sulla partnership tra Nasa e Blue Origin?

 L'esplosione di Cape Canaveral è - forse più a livello di immagine che operativo - un duro colpo per la partnership Nasa-Blue Origin. L'agenzia spaziale governativa aveva infatti deciso di appaltare all'azienda di Jeff Bezos due programmi, "Moon Base" e "Artemis", per trasportare rover sulla superficie lunare e per sviluppare un sistema di allunaggio per far tornare l'uomo sulla Luna con la missione Artemis V, prevista per il 2029. Un doppio contratto per un valore di 3,7 miliardi di dollari. Il primo lancio era previsto proprio per questo autunno. A questo punto è sempre più probabile un suo rinvio. L'amministratore della Nasa, Jared Isaacman, con un post su X ha espresso forte preoccupazione dichiarando che l'agenzia" analizzerà da vicino l'impatto sul programma Artemis e sui piani per la futura base lunare". Se il New Glenn dovesse rimanere a terra a lungo dopo due anomalie consecutive, la Nasa potrebbe essere costretta a ridisegnare la propria roadmap scientifica e logistica.

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