PROVA D'INGRESSO

Test Medicina 2022, l’identikit del candidato: uno su 4 sta studiando da un anno e ha investito oltre 500 euro per la preparazione

Il portale Skuola.net svela il profilo dell'aspirante "camice bianco": La passione è la spinta decisiva per 2 su 3. E in caso di insuccesso, 9 su 10 riproveranno l'anno prossimo

05 Set 2022 - 17:16
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La missione è leggermente meno impossibile del solito. L’approccio rimane quello di sempre, all’insegna della tenacia e della determinazione. Stiamo parlando degli oltre 65mila diplomati che il 6 settembre tenteranno di mettere le mani su uno dei circa 16mila posti messi a disposizione dagli atenei pubblici per i corsi di laurea in Medicina e Chirurgia o per Odontoiatria. Numeri alla mano, passerà lo sbarramento un candidato su 4: una delle quote più abbordabili di sempre. Tuttavia, gli elementi che compongono l’identikit dell’aspirante "camice bianco" - perlomeno di quello delineato dal portale Skuola.net, grazie al contributo di 500 di loro - sono immutati: tanta passione, una preparazione degna del grande appuntamento e la voglia di non mollare l’obiettivo, neanche se le cose dovessero andare male.

La passione è la spinta principale, ma le prospettive future contano eccome

La molla che spinge la stragrande maggioranza dei candidati a intraprendere un percorso che, prima ancora di cominciare, presenta già un ostacolo difficile da superare non poteva che essere la passione: è così per 2 su 3. Un dato che conferma l’antico adagio che vede la professione medica quasi come una “missione”. Ma non per tutti è questa la motivazione principale. Molti, infatti, complice il periodo storico hanno individuato in questa strada delle maggiori garanzie in vista del futuro: il 13% tenta l’impresa intravedendo ampi sbocchi lavorativi, più o meno gli stessi (13%) puntano soprattutto alle prospettive di guadagno. Solo il 4% si è mosso spinto prevalentemente da “pressioni” provenienti dal contesto familiare o amicale.

Per avere più chance ci si prepara in larghissimo anticipo

Ecco perché, pur di farcela, nella fase di preparazione ai test in tantissimi hanno deciso di fare un notevole investimento sia in termini di tempo che di denaro. Oltre un quarto degli intervistati (27%) ammette di aver iniziato a studiare circa un anno fa; a cui va aggiunto il 16% che è partito da almeno un semestre e il 13% che ha impostato il lavoro come minimo da un trimestre. Alla fine, dunque, ben un iscritto su 2 non ha perso tempo, programmando in largo anticipo la marcia di avvicinamento alla prova. Solamente il 26% ha iniziato meno di tre mesi fa, appena il 14% ha fatto sul serio solo nell’ultimo mese.

Per qualcuno il test è un investimento non da poco

Muovendo da queste premesse, risulta più facile comprendere anche perché, per darsi più chance di superare le selezioni, il popolo dei test di Medicina arrivi a spendere cifre importanti per supportare la preparazione con corsi o testi specifici. La fetta più grande è riuscita a contenere l’esborso al di sotto dei 300 euro: il 38% tra i 100 e i 300 euro, il 21% ce l’ha fatta con meno di 100 euro. Ma quasi 3 su 10 hanno sfondato il tetto dei 500 euro e oltre uno su 10 si è attestato tra i 300 e i 500 euro. Nel pratico, invece, il metodo di studio più gettonato è stato utilizzare i libri per i quiz (34%). A seguire, a parecchia distanza, le simulazioni online (17%) e i corsi di preparazione (15%). Ma uno su 4, per non lasciare nulla al caso, ha variato toccando un po’ tutti i tasti (libri, simulazioni, corsi, persino lezioni private).

Vietato arrendersi

Normale quindi che, a prescindere da come andrà la prova, quasi tutti cercheranno di portare positivamente a termine la missione. Con ogni mezzo a disposizione. Oltre l’80%, ad esempio, si dice pronto a fare ricorso: il 36% solo se dovesse riscontrare irregolarità gravi durante lo svolgimento del test, il 46% anche a fronte delle minima infrazione al regolamento.

E se anche dopo l’eventuale ricorso si restasse fuori dalle posizioni utili per entrare? Non c’è problema, si ritenta: 3 su 4 anticipano che si iscriveranno a un corso della stessa area didattica (per sostenere qualche esame in comune col corso in Medicina e farselo riconoscere una volta entrati) per poi riprovare col test del prossimo anno; il 13%, invece, non si iscriverà all’università ma attenderà pazientemente settembre 2023. Appena uno su 10, però, lascerà stare e si orienterà su altre strade.

“Ormai l’accesso ai corsi di laurea di Medicina e Chirurgia, insieme a quello di Odontoiatria, è diventato un appuntamento che per gli studenti interessati è quasi più importante dell’esame di Maturità. Infatti, quest’ultimo lo passano praticamente tutti e un eventuale buon voto non ha effetto sul test d’ingresso. Mentre le prove d’accesso all’università quest’anno lasceranno senza posto circa 3 candidati su 4. Per questo, le ragazze e i ragazzi sono sempre più consapevoli che occorre investire tempo e denaro nella preparazione: solo uno su 4 si è avvicinato al test da un mese o poco più, tutti gli altri sono invece partiti mesi e mesi fa. Ma anche la possibilità di accedere a corsi o materiali didattici dedicati può fare la differenza, infatti uno su 4 ha investito più di 500 euro per supportare la propria preparazione. Il che è un paradosso: i test in teoria dovrebbero verificare il grado di preparazione degli studenti in uscita dalle scuole superiori, ma essendo talmente diversi in termini di contenuti e strumenti di verifica dalla pratica scolastica, richiedono una preparazione specifica e ulteriori agli studenti”, così Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net.
 

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