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Smartphone a scuola, la Francia dice no ai cellulari in classe

Mentre in Italia stanno per uscire le prime linee guida sullʼutilizzo didattico dei dispositivi digitali personali, Oltralpe il presidente Macron tiene fede a una promessa della campagna elettorale

Smartphone a scuola, la Francia dice no ai cellulari in classe

Non importa dove vadano e in quale situazione si possano trovare, l’importante è che lui sia sempre con loro. Il ‘lui’ in questione, ovviamente, è lo smartphone diventato ormai essenziale soprattutto per i più giovani. Non tutti, però, la pensano così e gli studenti francesi ne sanno qualcosa. Per loro, infatti, da gennaio ci saranno delle novità a riguardo. Non proprio bellissime. Al rientro dalle vacanze natalizie, infatti, nelle scuole di tutta la Francia sarà vietato portare il cellulare in classe. E’ quanto deciso dal Ministro dell’Educazione transalpino, Jean-Michel Blanquer. A riportare la notizia il sito Skuola.net.

Il provvedimento
Si concretizza, quindi, uno dei punti inseriti dal Presidente della Repubblica Emmauel Macron nel proprio programma elettorale. Negli ultimi mesi lo aveva più volte promesso, ora è stato messo tutto nero su bianco. Gli studenti francesi, secondo alcune indiscrezioni, saranno quindi costretti a fare a meno del loro caro smartphone durante l’intera giornata di scuola. I ragazzi, infatti, dovranno lasciare i cellulari in appositi armadietti prima di entrare in classe; cosicché, in caso di emergenza, sarà possibile prenderli e utilizzarli. Il provvedimento, in realtà, non è una novità: in Francia esiste già una legge che vieta l’uso degli smartphone in classe e alcune scuole già la applicano. Tra poche settimane, però, la norma diventerà obbligatoria per tutti.

Le reazioni
Oltre agli studenti, certamente non felici di rinunciare al proprio smartphone, anche le organizzazioni dei genitori e degli insegnati si sono mostrate contrarie. I docenti, infatti, sembrano poco disposti a prendersi la responsabilità di vigilare sugli armadietti nei quali andrebbero riposti i cellulari, ma non solo. Cosa dovrebbero fare se un loro studente trasgredisse la norma? Quali provvedimenti dovrebbero adottare? Quesiti ai quali, per il momento, nessuno pare sappia rispondere.

E in Italia?
Una situazione, quella che stanno vivendo i ragazzi francesi, che stride moltissimo rispetto a quanto sta accadendo nel nostro Paese. In Italia, infatti, il rapporto scuola-smartphone sta per essere declinato in modo totalmente differente. Dal 15 settembre scorso un gruppo di lavoro è impegnato per disegnare delle linee guide che regolamenteranno l’uso dei device personali in classe. Ai cellulari, ma anche ai tablet e agli e-book reader, verrà perciò dato un chiaro e reale ruolo all’interno della didattica. Verranno quindi superate le regole attuali, che vietano di utilizzare i dispositivi in classe, emanate però nel lontano 2007.

Le linee guida del Miur
Una novità, quella voluta dal Miur, resa necessaria dalla digitalizzazione della didattica (una delle priorità dei recenti Governi nel campo dell’istruzione) e dai tanti cambiamenti tecnologici avvenuti nell’ultimo decennio. A breve, dunque, gli studenti italiani useranno lo smartphone non solo per chattare e per condividere le foto sui social ma anche per imparare. Cosa che, per il momento, i loro colleghi francesi dovranno dimenticarsi.

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