Maturità, i "fedelissimi" del Ministero: da Montale a Seneca, dalla Tecnologia alla Costituzione. Gli autori e i temi più assegnati
Il portale Skuola.net ha analizzato il database del Ministero (dal 2000 al 2025) per scoprire i "pattern" ricorrenti e capire quali potrebbero essere le tracce delle prove scritte d'esame se il MIM decidesse di affidarsi alla tradizione
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Ungaretti, Seneca, Tecnologia, Guerre e Costituzione: questo il quintetto di temi e autori che hanno dominato le prove di Italiano e le versioni di Latino degli ultimi 25 anni.
A scovare le scelte più ricorrenti di Viale Trastevere è stato il portale Skuola.net, che ha analizzato ben 168 diverse proposte di tracce di Italiano - dal 2000 a oggi - e 51 di Latino dal dopoguerra in avanti.
Prima Prova: il primato del Novecento e l'assenza prolungata di Montale
Osservando, ad esempio, la distribuzione degli autori scelti per la Tipologia A, si nota una forte predilezione per la letteratura del Novecento con qualche “rigurgito” di Ottocento con la Riforma Fedeli, che ha introdotto la possibilità di pescare autori dall’Unità d’Italia in poi.
In cima alla lista assoluta c'è Giuseppe Ungaretti con ben 4 presenze. Ma la sua recente comparsa (nel 2024) ne abbassa le probabilità di riproposizione a stretto giro.
Lo seguono, a pari merito, Eugenio Montale e Salvatore Quasimodo, proposti 3 volte ciascuno nel nuovo Millennio ma con frequenze temporali assolutamente diverse: Montale infatti manca dal 2012 mentre Quasimodo ha fatto capolino nel 2023.
Subito dietro si piazzano Dante Alighieri e Luigi Pirandello con due “convocazioni” ciascuno: il primo fu “autore” di un’insolita doppietta (2005-2007) rimasta poi isolata, il secondo invece è stato riproposto anche in tempi recenti nel 2024.
Seguono poi numerosi nomi, più o meno famosi, che sono apparsi come meteore una sola fugace volta, dal duo ottocentesco Pascoli-Verga (2022) ai siciliani Tomasi di Lampedusa (2025) e Sciascia (2019), passando per gli sconosciuti (ai programmi scolastici) Magris (2013) e Caproni (2017).
Grandi nomi come Levi (2010), Pavese (2001), Saba (2000), Moravia (2003) e Calvino (2015) attendono ancora una seconda possibilità.
Non solo autori: la tecnologia domina i grandi temi
La prima prova, però, non è fatta solo di analisi del testo. Analizzando le tracce argomentative e di attualità (Tipologia B e C) dal 2000 a oggi, emerge un podio chiarissimo dei "big".
La medaglia d'oro va senza dubbio ai temi che ruotano attorno a tecnologia, social network e digitalizzazione, apparsa in ben 15 occasioni. È affascinante, su questo, notare l'evoluzione delle tematiche: si è partiti dal passaggio "da Gutenberg al libro elettronico" (2000) e dai primi SMS ed email (2008), per arrivare alle tracce sull'iper-connessione (2022), all’elogio dell'attesa ai tempi di WhatsApp (2023) e all'indignazione come motore dei social network (2025).
Al secondo posto dei macro-argomenti più assegnati troviamo le Guerre del '900, i Totalitarismi e la Guerra Fredda (12 volte), seguiti al terzo gradino del podio da Costituzione, Legalità, Mafia e Diritti (11 volte).
Quest'ultimo filone, peraltro, ha visto spesso una forte declinazione sulla riflessione civica e l'antimafia, celebrando martiri come Carlo Alberto Dalla Chiesa (2019) e Paolo Borsellino (2025).
Appena a ridosso del podio, spesso ricorre una traccia sull’Europa e sul cammino di integrazione europea, con ben 7 apparizioni di cui l’ultima nel 2018.
Da segnalare anche l'importante transizione dell'Ecologia (tema uscito 6 volte). Se, però, all'inizio degli anni Duemila veniva trattata in chiave poetico-letteraria, recentemente è diventata più un'emergenza scientifica, affrontata attraverso i testi del Premio Nobel Giorgio Parisi (2022) o del filosofo Telmo Pievani (2025).
Inoltre, i dati confermano che il MIM ha un "debole clamoroso" per gli anniversari storici e gli "anni tondi" come quelli legati al 60esimo della Costituzione Italiana, ai 20 anni dalla caduta del Muro di Berlino, all’inizio della Grande Guerra.
Versione di Latino: il duopolio Cicerone-Seneca
Passando alla seconda prova del Liceo Classico - che quest’anno è nuovamente incentrata sulla versione di Latino - la storia è caratterizzata da un evidente duopolio: Cicerone è stato proposto ben 17 volte, tallonato da Seneca, fermo a quota 16.
Le alternative sono nettamente più staccate: Tacito (5 uscite), Quintiliano (3) e Plinio il Giovane (2).
Queste sono le statistiche che prendono in considerazione il periodo che va dal 1949 ai giorni nostri. Se invece restringiamo il raggio d’azione agli ultimi 25 anni, è Seneca a dominare la scena con ben 5 Maturità all’attivo, seguito da Cicerone e Tacito con 3 apparizioni.
Dato che Cicerone è stato proposto nel 2025, per chi cerca alternative, i nomi da tenere d'occhio sono i già citati Seneca (assente dal 2023) e Tacito (assente dal 2019), mentre le possibili sorprese storiche portano a Quintiliano (manca dal 2013) o a Plinio il Giovane, vero recordman di latitanza (dal 1992).
