Maturità 2026, cresce l'attesa per le materie della seconda prova e dell'esame orale | Le novità dell'esame
L'anno scorso il ministero aveva annunciato le scelte il 29 gennaio. Ora la sezione del portale è in manutenzione...
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Sale la febbre da maturità: è ormai questione di giorni se non di ore per scoprire quali saranno le materie della seconda prova e degli orali. Entro la fine di gennaio il ministero dovrebbe sciogliere le riserve, svelando se al Classico toccherà il Greco o il Latino, se allo Scientifico sarà la volta di Matematica o Fisica, e quali saranno le quattro discipline per l'esame orale. Lo scorso anno la comunicazione avvenne il 29 gennaio. Al momento la sezione specifica del sito del Mim è in manutenzione. L'annuncio non è solo una formalità burocratica ma un vero spartiacque dell'anno scolastico: è il momento in cui l'esame smette di essere uno spettro lontano e diventa una tabella di marcia concreta fatta di ripassi mirati e simulazioni. In attesa di scoprire le scelte del ministero ripassiamo insieme le novità della maturità 2026.
Il ritorno del nome "Esame di Maturità"
La prima novità è simbolica ma potente. Si abbandona ufficialmente la dicitura "Esame di Stato" per tornare a chiamarlo Esame di Maturità. L'obiettivo dichiarato è quello di sottolineare il valore della prova come rito di passaggio e certificazione della crescita personale e civile dello studente, oltre che del suo bagaglio accademico.
Prove scritte, date e struttura
Per il 2026, le prove inizieranno di giovedì, una scelta logistica per ottimizzare i tempi delle commissioni. La prima prova (italiano) è fissata per giovedì 18 giugno. Sette tracce ministeriali tra analisi del testo, testo argomentativo e tema di attualità. La seconda prova (materia d'indirizzo) è in programma venerdì 19 giugno. Verte sulla materia caratterizzante di ogni liceo o istituto tecnico/professionale (appunto, quella in corso di definizione in questi giorni).
La rivoluzione dell'orale: solo quattro materie
Questa è la novità strutturale più importante. Il colloquio non sarà più una "lotteria" su tutto il programma, ma avrà un perimetro più definito. Il colloquio verterà su quattro discipline specifiche, individuate dal Ministero insieme alle materie degli scritti. Non è più ammessa la "scena muta". La partecipazione attiva al colloquio è condizione necessaria per il diploma.
Nuova composizione per le commissioni d'esame
La riforma prevede una commissione ogni due classi, con cinque membri: un presidente esterno, due membri esterni e due interni. Introduce, inoltre, una formazione specifica per i commissari.
Punteggio e bonus di merito
Il voto finale resta in centesimi, ma con una distribuzione che premia maggiormente il percorso del triennio. Crediti Scolastici: fino a 40 punti accumulati negli ultimi tre anni. Prove d'esame: massimo 20 punti per ciascuna delle tre prove. Nuovo bonus: la commissione può assegnare fino a tre punti bonus a chi ha almeno 40 punti di credito e 45 punti alle prove d'esame.
