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Maturità 2020: la questione dei professori 'fragili' agita la vigilia

In base a una nota del Ministero, infatti, i lavoratori cosiddetti ʼfragiliʼ potrebbero ottenere una deroga e svolgere il colloquio online, mentre gli studenti sono a scuola. Un cavillo che potrebbe decimare tantissime commissioni

Manca ormai poco all'inizio degli esami di maturità ed è ormai chiaro - almeno per gli aspetti principali - come si svolgerà: il MI ha emanato l’ordinanza (e una successiva nota di spiegazione) in cui ha chiarito alcuni importanti dettagli sull'organizzazione della prova d’esame in presenza e sulle misure di sicurezza anti-covid da adottare. La modalità 'dal vivo', però, non smette di sollevare discussioni: non pochi gli studenti, i professori e i genitori preoccupati per l'emergenza sanitaria ancora in corso. Non a caso, nelle ultime settimane, è sorto il problema della "latitanza" di presidenti di commissione, che ha costretto il ministero dell'Istruzione ad ampliare il bacino di coloro che potevano fare richiesta per il ruolo, nonché ad autorizzare gli Uffici Scolastici Regionali alla nomina di ufficio. Con la pubblicazione delle commissioni nelle ultime ore stiamo forse assistendo a una graduale risoluzione della questione, ma contemporaneamente - come riporta il sito Skuola.net - un'altra ombra si affaccia su questo maxi orale d'esame davvero travagliato: la possibilità che, dopo la fatica per portare i ragazzi a scuola per sostenere il colloquio di maturità a scuola, il candidato si ritrovi a parlare con gran parte dei professori della commissione tramite computer, in videochiamata.

Commissioni Maturità: i docenti "fragili" potranno seguire da remoto

Secondo la nota di chiarimento pubblicata dal MI lo scorso 28 maggio, infatti, gli insegnanti dichiarati “lavoratori fragili” possono evitare di partecipare in presenza agli esami, seguendo quindi il tutto 'a distanza', come fatto negli ultimi tre mesi di lezione. Saranno, tuttavia, i dirigenti scolastici a stilare la lista dei professori che faranno la maturità online, valutando l'effettiva 'fragilità' dei singoli commissari e trasmettendo l'elenco al presidente di commissione. Come si può leggere nel documento: “Il dirigente scolastico, sulla base delle documentazioni mediche prodotte dagli interessati, identifica i docenti che, in quanto “lavoratori fragili”, debbono poter utilizzare la modalità contemplata dall’Ordinanza ministeriale n. 10, articolo 26, comma 1, lett. C)". Ossia: “nei casi in cui uno o più commissari d’esame siano impossibilitati a seguire i lavori in presenza, inclusa la prova d’esame, in conseguenza di specifiche disposizioni sanitarie connesse all’emergenza epidemiologica, il presidente dispone la partecipazione degli interessati in videoconferenza o altra modalità telematica sincrona”.

 

I commissari che potrebbero rientrare tra i "lavoratori fragili"

A dare disposizioni su come gestire la presenza dei commissari a scuola per il colloquio orale è intervenuto anche il "Documento tecnico sulla rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico per lo svolgimento dell’esame di stato nella scuola secondaria di secondo grado", il famoso "protocollo" per la sicurezza durante la maturità. Per quanto riguarda le misure che coinvolgono i lavoratori delle scuole, si rimanda alle tutele contenute nel Decreto Rilancio, che prevede la "sorveglianza sanitaria eccezionale" per alcune categorie. Ma quali sarebbero i lavoratori "fragili"? Il decreto parla di coloro che sono “maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia COVID-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da comorbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità."

A questo punto sorge un interrogativo: per richiedere lo status di "lavoratore fragile" ed essere esonerati dall'esame in presenza, basterà il solo fattore anzianità, come sostengono i sindacati della scuola? Se così fosse, di fatto tutti i professori oltre i 55 anni potrebbero non presentarsi in classe. Di sicuro si tratterebbe di una larga fetta dei docenti (ricordiamo che l'Italia è uno dei Paesi con l'età media degli insegnanti tra le più alte d'Europa). Per ora i dubbi rimangono. E potranno essere chiariti solo a partire dal 15 giugno, quando ci sarà la riunione plenaria delle commissioni d'esame per organizzare la prova. Solo allora si saprà quanti commissari si siederanno "realmente" e non "virtualmente" di fronte ai maturandi.

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