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Maturità 2020, studenti divisi su esame in presenza: misure di sicurezza non tranquillizzano

Più di uno su 2 è ancora convinto che lʼesame non andava fatta. Quota simile quella di chi non si sente sicuro a svolgerlo in presenza

maturità 2019, prima prova, studenti

“Maturità, t'avessi preso prima”, cantava Venditti in ‘Notte prima degli esami’. Mai come quest’anno le sue parole rispecchiano il pensiero di chi tra poche settimane dovrà passarci. I maturandi 2020, infatti, dovranno fare i conti non tanto con le ansie legate alla preparazione e alle prove d’esame. Stavolta il nemico principale è un altro: si chiama Covid-19. Il virus che ha stravolto il mondo ancora aleggia sull’Italia, influendo inevitabilmente sia sulla struttura della maturità sia sullo stato mentale dei futuri diplomati.

Ormai è chiaro: il fronte è spaccato a metà tra contrari e favorevoli all’esame d’emergenza. Con i ‘no’ che, però, dichiarazione dopo dichiarazione, ordinanza dopo ordinanza, decreto dopo decreto conquistano terreno anziché cederlo. A meno di un mese dal via il 57% dei maturandi avrebbe preferito l’annullamento dell’esame. A far emergere questo dato una web survey di Skuola.net, che ha coinvolto oltre 10.000 studenti dell’ultimo anno delle superiori.

 

Per 1 maturando su 2 l'esame non s'ha da fare

Ma le loro ragioni sono destinate a cadere nel vuoto. L’ultimo atto ufficiale del ministero dell’Istruzione l’ha messo nero su bianco: la maturità si farà. Sarà composta da un’unica prova, un esame orale. Non solo: si svolgerà in presenza. Un risvolto, quest’ultimo, che ha fatto tanto discutere, in primis i diretti interessati: gli studenti. Anche in questo caso la divisione è netta, con due fazioni che si fronteggiano quasi alla pari. A prevalere nuovamente sono gli studenti che osteggiano il colloquio a scuola: sono il 53% dell’intera platea. 

 

Il Protocollo di sicurezza? Un ostacolo in più

Il motivo? E’ principalmente legato all’oggettiva difficoltà del dover svolgere l’orale rispettando le norme prescritte dal Protocollo di sicurezza (pensato ad hoc per la prova), tra le quali figura il distanziamento tra tutti i presenti e l’obbligo di mascherina prima e dopo il colloquio. L’agitazione che può generare una situazione del genere, sommata a quella per l’esito della prova, è comune al 51% degli studenti contrari al fatto di doversi sedere fisicamente di fronte alla commissione. Per quasi 1 studente su 3, invece, entra in gioco la paura del contagio. Mentre per 1 studente su 10 la modalità online dell’esame stesso sarebbe del tutto equivalente a quella in presenza, inutile rischiare. Infine, per un più malinconico 5%, il non poter condividere con amici e parenti quel momento estremamente importante rende l’esame ‘dal vivo’ privo di senso.

 

C'è chi vuole tornare a scuola a tutti i costi

Di tutt’altro avviso il restante 47% dei maturandi, favorevole alla prova così come concepita e messa a punto dal Ministero. Tra loro, infatti, 1 su 3 difende la decisione di salvare fino all’ultimo il colloquio in presenza, definendolo più attendibile di quello online. Un altro 33% dei favorevoli all’esame, invece, motiva la sua risposta spostando la riflessione sulla mera soddisfazione personale: dopo cinque anni di superiori è giusto che il lavoro svolto venga valutato e riconosciuto nel miglior modo possibile. Il 20% è invece più sentimentale, manifestando la voglia di tornare per un’ultima volta all’interno del proprio istituto prima di salutarlo definitivamente. Il 7% dei maturandi, infine, non vede perché il colloquio si debba svolgere via web: per loro i rischi sanitari, a fine giugno, non saranno così alti da sconsigliare una prova in presenza.

 

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