I DATI DEL PROSSIMO ANNO

Iscrizioni a scuola, il liceo scientifico si prende (quasi) tutto:  scelto da 1 studente su 5

Se oltre uno studente su due continua a scegliere i licei, a sorprendere è il vero e proprio balzo in avanti della nuova filiera quadriennale, che raddoppia gli iscritti. Crescono anche gli istituti professionali, mentre tra i liceali c'è chi abbandona i percorsi tradizionali a favore degli indirizzi più “attuali”

02 Mar 2026 - 18:40
 © Ansa

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Una volta il Liceo Classico era considerato il più prestigioso, oggi è poco più di una scelta di nicchia, sovrastato in termini di preferenze non solo dallo Scientifico ma anche dal Linguistico, da quello delle Scienze Umane e pure dall’Istituto Tecnico a Indirizzo Amministrazione Finanza e Marketing.

A rivelarlo sono i dati diffusi dal Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) al termine delle procedure di iscrizione per l’anno scolastico 2026/2027, che ci raccontano un'Italia divisa tra la sicurezza delle scelte tradizionali e la curiosità verso le nuove proposte formative.

A fare da bussola per le famiglie italiane in queste settimane è stata la piattaforma Unica, che ha gestito l'intero processo incassando un altissimo tasso di gradimento (il 94,7% degli utenti si è detto soddisfatto dell'efficienza del servizio).

Ma quali sono state, nei fatti, le scelte delle ragazze e dei ragazzi di terza media per il loro futuro? Ecco i numeri principali, sintetizzati da Skuola.net: come fa notare il direttore del portale Daniele Grassucci “c’è qualche sorpresa in un mare di conferme: da quando l’allora ministro Gelmini ha riformato gli indirizzi delle scuole superiori, aumentando a dismisura l’offerta dei licei - creando una branca dello Scientifico senza il Latino, trasformando un istituto professionalizzante come le magistrali nel Liceo delle Scienze Umane - abbiamo assistito ad una inesorabile avanzata, di oltre 10 punti percentuali, dei Licei a scapito dei Tecnici e dei Professionali, come anche a un ridimensionamento del Classico”.

La vera sorpresa è la filiera 4+2

Il risultato più eclatante di questa tornata di iscrizioni è sicuramente il definitivo decollo della nuova filiera tecnologico-professionale "4+2". Si tratta di quel percorso innovativo che permette di diplomarsi in quattro anni e poi proseguire per due anni negli ITS Academy (o all'Università), con un forte collegamento diretto con il mondo del lavoro.

I numeri parlano chiaro: con 10.532 iscritti, le adesioni sono quasi raddoppiate rispetto ai 5.449 dello scorso anno. Complessivamente, gli studenti coinvolti nei percorsi quadriennali superano oggi quota 20.000. Un successo trainato anche da un'esplosione di iscrizioni nel Mezzogiorno e da un forte potenziamento dell'offerta: per il 2026/2027 sono stati autorizzati 532 nuovi percorsi, portando a oltre 700 le scuole superiori in tutta Italia che offrono questa opzione.

"I dati confermano che siamo riusciti a costruire un canale formativo di prim’ordine tramite un dialogo costante con le imprese e il mondo del lavoro", ha commentato con soddisfazione il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. "La riforma offre una scelta all’altezza delle sfide del futuro, in grado di fare emergere i talenti di ogni studente e di offrire validi sbocchi occupazionali".

Licei al 55,8%: sempre in testa, ma cambiano un po' le preferenze

Come da tradizione, però, sono i Licei a confermarsi la prima scelta in assoluto, raccogliendo il 55,88% delle preferenze totali (in lievissima flessione rispetto al 55,99% dell'anno precedente). Tuttavia, guardando dentro il grande contenitore liceale, i gusti degli studenti pare stiano cambiando. Forse per via del momento storico che stiamo vivendo.

Le opzioni tradizionali registrano un lieve calo: il Liceo Scientifico (scelto dal 13,16%) e la sua opzione Scienze Applicate (9,75%) sono in leggero calo, così come il Liceo Classico, che scivola al 5,20% (era al 5,37%), e il Linguistico (7,69%). 

A guadagnare terreno, invece, sono gli indirizzi più legati all'attualità e alla società: il Liceo delle Scienze Umane fa un bel balzo in avanti, passando dal 7,46% al 7,93%; l'opzione Economico-sociale cresce dal 4,21% al 4,55%.

Anche il nuovo Liceo del Made in Italy - nato lo scorso anno - segna un incremento del 32,5%, passando dallo 0,09% allo 0,14% delle preferenze totali.

Sostanzialmente stabili il Liceo Artistico (3,95%) e quello Sportivo (2,08%), mentre registrano un leggero segno più i Licei Musicali e Coreutici.

Tecnici e Professionali: la "rivincita" del lavoro pratico

Se i licei dominano, l'istruzione tecnica e professionale, pur continuando a rappresentare uno zoccolo duro fondamentale per il Paese, nei piani degli studenti restano in secondo piano. Qualcosa, comunque, anche qui si muove.

Gli Istituti Tecnici si attestano al 30,84% (lo scorso anno erano al 31,32%). Il settore tecnologico resta il preferito (19,06%), trainato dagli indirizzi di Informatica e Telecomunicazioni (4,98%) e Meccanica, Meccatronica ed Energia (in crescita al 3,06%). Tiene anche il settore economico (11,78%), dove l'indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing resta la scelta principale (8,66%).

Ma la vera notizia in questo segmento è la crescita decisa degli Istituti Professionali, che passano dal 12,69% al 13,28%. Le professioni "sul campo" attraggono sempre di più: crescono gli iscritti a Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera (al 4,15%), alla Manutenzione e Assistenza Tecnica (1,94%) e soprattutto ai Servizi per la Sanità e l'Assistenza Sociale (2,25%).

Le conferme regionali

A livello geografico, i trend storici restano pressoché intatti: il Lazio si conferma la roccaforte dei liceali (quasi il 70% sceglie questi indirizzi), il Veneto la patria degli Istituti Tecnici (scelti da oltre il 39% dei ragazzi), mentre in Emilia-Romagna si registra la percentuale più alta d'Italia per gli Istituti Professionali (17,80%).