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Libro sull'amore gay nel programma scolastico: proteste e denunce

Alcune pagine riguardanti scene di sesso tra omosessuali hanno fatto infuriare i genitori di una classe del Giulio Cesare di Roma.

- Denunciati per "pubblicazioni di spettacoli osceni e di corruzione di minorenni" alcuni docenti del liceo Giulio Cesare di Roma, colpevoli di aver fatto leggere brani di un libro sulla storia di una ragazzina di 11 anni, figlia di una coppia omosessuale, "Sei come sei" di Melania Mazzucco. Il testo incriminato, come scrive il portale specializzato Skuola.net, conterrebbe, infatti, scene di sesso omosessuale. La vicenda ha scatenato diverse polemiche, ma non solo: un gruppo di Lotta Studentesca, formazione giovanile di Forza Nuova, ha esposto uno striscione al liceo Giulio Cesare: "Maschi selvatici e non checche isteriche" recita lo slogan. 

TOLLERANZA E PROTESTE - Ha creato confusione la decisione dei docenti del liceo Giulio Cesare di Roma di inserire nel programma di studi la lettura del testo di Melania Mazzucco. L'intento degli insegnanti era avvicinare gli studenti al tema dell'omosessualità, della diversità e della tolleranza, nell'ambito della "Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale". Il testo infatti racconta la vicenda di una bimba di 11 che, figlia di due genitori gay, non vede riconosciuta la propria famiglia perché il padre naturale muore. Il tema è delicato, ma davanti ad alcune scene esplicite di amore gay raccontate, è esplosa la furia dei genitori degli alunni.
 

SCATTA LA DENUNCIA - Insieme alle famiglie dei ragazzi si è mossa anche l'associazione Giuristi per la Vita e la Pro Vita Onlus, che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica. Il motivo sarebbe che alcuni passaggi del testo incriminato avrebbero un "contenuto pornografico e osceno, che non può non urtare la sensibilità dell’uomo medio, specie se si considera che tale divulgazione era diretta ad un pubblico composto da minorenni", come si legge nel testo della denuncia riportato dal quotidiano Il Messaggero. La classe, infatti, è composta da ragazzi di età inferiore ai 16 anni, motivo per cui è stato ipotizzato il reato di corruzione di minore. 

SCANDALO? NON CONOSCETE I SOCIAL - Secondo Mario Rusconi, vice presidente dell'Associazione Nazionale Presidi, questi insegnanti, seppur nell'ambito della libertà di insegnamento, avrebbero dovuto comunque cautelarsi per evitare che nascessero scandali e denunce: "In questa situazione spinosa sarebbe stato il caso di discutere con le famiglie la scelta dei romanzi da leggere". D'altra parte, però, questi genitori preoccupati forse non si rendono conto di cosa passa sotto gli occhi giornalmente ai propri ragazzi, sostiene Rusconi. Infatti "le famiglie che si scandalizzano per un libro, forse, sottovalutano i social network e l'uso che ne fanno i giovani. I ragazzi oggi non sono più così ingenui come pensiamo"- conclude il preside.

L'OFFESA SU STRISCIONE - Non solo i genitori, ma anche alcuni ragazzi si sono schierati contro la decisione dei docenti. Tuttavia, la loro protesta ha accolto contenuti omofobi. In seguito alla vicenda, infatti, è apparso uno striscione al liceo Giulio Cesare, rivendicato da Lotta Studentesca, formazione giovanile di Forza Nuova. Sullo striscione si legge "Maschi selvatici, non checche isteriche". Secondo questi studenti e le loro dichiarazioni ai giornali, "è inaccettabile che vengano presentati ai giovani studenti modelli di vita deviati e perversi come se fossero la normalità o rappresentassero una priorità“

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