LA SCHEDA

Targhe personalizzate in Italia: quanto costeranno, quando si potrà richiederle e quali lettere e numeri si potranno usare

Una novità per l'Italia ma non per l'estero: dal modello pop degli Usa allo status symbol negli Emirati Arabi ecco come funziona negli altri Paesi

28 Ott 2026 - 23:32
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In diversi Paesi è già ampiamente utilizzata, ora si affaccia anche in Italia una novità che sicuramente non lascerà indifferenti gli automobilisti: la possibilità, sostenendo un costo, di avere la targa personalizzata: chi vorrà potrà scegliere numeri e lettere da apporre sul proprio mezzo. Saranno escluse le combinazioni offensive, ambigue o fuorvianti. La possibilità è stata inserita nella legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei ministri. Era già prevista dal Codice della strada, ma non è mai diventata realtà perché non c'erano ancora le norme attuative. 

Quanto costerà?

  Il testo del nuovo Codice della Strada per la prima volta, precisa quanto dovrebbero pagare gli automobilisti interessati a personalizzare la targa. Come riporta Aci per la coppia di targhe personalizzate, anteriore e posteriore, la cifra sarebbe di 500 euro, da versare al Poligrafico dello Stato, che si occuperà della produzione e della distribuzione. Più altri 100 euro destinati al ministero dei Trasporti, al quale resta la consegna materiale alla Motorizzazione civile. In totale la cifra si aggirerebbe intorno ai 600 euro. Per i motoveicoli la cifra scenderebbe a 360 euro. I 600 o i 350 euro rappresentano la tariffa per la scelta della combinazione e la produzione delle targhe, a cui andranno comunque sommati i normali costi delle pratiche di immatricolazione.

La combinazione di numeri e lettere

 Le nuove targhe "on demand" - viene precisato dalla normativa - potranno solo avere la struttura standard. Stile del font, dimensioni delle targhe, posizioni e colori (sfondo bianco con caratteri neri e bande blu laterali) rimarranno identici a quelli oggi in vigore e coordinati con le norme europee.

La combinazione, partendo dalla lettera J (visto che oggi si è arrivati alla lettera iniziale H e che durerà presumibilmente fino al 2028) in poi, non sarà libera al 100%. Infatti resteranno escluse lettere storicamente vietate (come I, O, Q e U) che possono confondere la lettura. Ed anche lettere accentate o straniere. Non sarà possibile utilizzare caratteri come Ç, Ñ, Ö, Ü o simboli speciali.La creatività si potrà dunque sbizzarrire utilizzando le restanti 22 lettere comprese X, Y, W, K, J, che sono ammesse. Lo schema sarà dunque quello fisso di 7 caratteri (AA 000 AA) con numeri centrali da 0 a 9. Restano comunque vietate le combinazioni offensive, ambigue o potenzialmente fuorvianti, così come qualsiasi duplicato.

Resterà legata al veicolo

  La targa resterà legata al veicolo e non alla persona. E durerà dunque fino alla sua demolizione, per cui potrebbe generarsi - come già avviene nel Regno Unito - un mercato parallelo di auto usate 'griffate'. In caso di furto o smarrimento della targa personalizzata, è comunque prevista la possibilità di richiederne un duplicato con la medesima combinazione.

I tempi

 La recente riforma del Codice della Strada sblocca l'introduzione delle targhe personalizzate in Italia ma queste - va precisato - non sono prenotabili da subito e probabilmente non lo saranno nemmeno nel 2027. Il testo del nuovo codice dovrà infatti concludere l'iter parlamentare e ricevere i pareri degli organi competenti (Consiglio di Stato, Conferenza Unificata) per la pubblicazione definitiva in Gazzetta Ufficiale. Questo è previsto nella primavera del prossimo anno.

L'entrata in vigore formale della normativa è prevista per il primo gennaio del 2028, ma successivamente a questo step, la Motorizzazione Civile dovrà emanare i regolamenti attuativi specifici e aggiornare i propri sistemi informatici e il Portale targhe personalizzate.

Gli Usa e il modello pop

  Una novità per il nostro Paese ma non per tanti altri, primo tra tutti gli Stati Uniti. Gli Usa sono infatti la patria delle targhe personalizzate. Costano poco (in media 50-100 dollari annui) e permettono di scegliere liberamente sia il testo alfanumerico sia lo sfondo (dedicato a cause benefiche, università o parchi). Ogni Stato ha una commissione preposta a filtrare e bocciare le richieste con parole offensive, doppi sensi o scurrili.

Regno Unito: mercato da milioni di sterline

  Non si possono inventare stringhe da zero, ma si comprano dall'agenzia governativa (DVLA) combinazioni legali che assomigliano a nomi o sigle. Le combinazioni più rare, corte o storiche (come la celebre "F1") finiscono all'asta e possono valere milioni di sterline. È considerato un vero e proprio mercato d'investimento.

Germania: la formula "ibrida" e low cost

 Il sistema (Wunschkennzeichen) è molto economico, costa meno di 15 euro. Non si può però cambiare l'intera targa: la sigla iniziale della città (es. M per Monaco o B per Berlino) rimane obbligatoria. L'automobilista può scegliere le lettere e i numeri successivi (es. M-IA 123), al netto di stringhe vietate per legge (come quelle inneggianti al nazismo).

Emirati Arabi Uniti: lo status symbol estremo

 A Dubai e Abu Dhabi la targa definisce il prestigio sociale in base alla sua brevità: meno cifre ci sono, più il proprietario è facoltoso. Le rarissime targhe a una sola cifra (come la "1" o la "7") vengono regolarmente battute ad aste di beneficenza per decine di milioni di euro.

Resto d'Europa: il "lusso" belga e austriaco

 In diversi Paesi europei la targa totalmente su misura è consentita, ma è inquadrata come una tassa sul lusso per fare cassa: in Belgio, ad esempio, una combinazione libera fino a 8 caratteri costa poco più di 1.000 euro (pagamento una tantum). Anche qui vige la censura rigorosa su messaggi d'odio, razzisti o volgari.

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