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Sta facendo discutere il caso della morte di Abderahim Fakir, avvenuta in via Svevo a Bologna durante un intervento della polizia nella giornata del 19 luglio. Arrivata sul posto, la volante delle autorità sarebbe stata colpita da Fakir, che poi sarebbe stato messo in sicurezza dagli agenti. Il 43enne avrebbe poi accusato un malore ed è deceduto. E sta facendo discutere anche il cosiddetto "scudo penale" per le forze dell'ordine che nel caso di Bologna sarebbe stato applicato per una delle prime volte. Ma che cos'è questo "scudo" e come funziona? Ecco quello che c'è da sapere.
Da dove nasce questo "scudo penale"?
Lo scorso 5 febbraio il Cdm ha dato il suo via libera al decreto Sicurezza. Il governo ha approvato un decreto legge e un disegno di legge, rispettivamente con 33 e 29 articoli. In questi provvedimenti vengono introdotte norme che intervengono su vari temi, come l’ordine pubblico, l'immigrazione e la criminalità giovanile. Le misure approvate sono ampie: dal fermo preventivo per bloccare i violenti prima che arrivino in piazza alla stretta sui coltelli per i minorenni. Dentro c'è anche il riferimento a quello che è passato alla gloria come lo "scudo penale".
Qual è il testo della norma?
Nel testo del decreto Sicurezza, all'articolo 12, si legge: "Per incrementare le tutele per i cittadini e anche per le Forze di polizia, il pubblico ministero, quando appare evidente che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione (come legittima difesa o adempimento di un dovere) procede all'annotazione preliminare, in separato modello, del nome della persona cui è attribuito il fatto medesimo. In tal caso si applicano le disposizioni sui diritti e sulle garanzie della persona sottoposta alle indagini preliminari e ogni altra disposizione ad essa relativa".
Cosa significa?
Il provvedimento dunque prevede la non iscrizione nel registro degli indagati in presenza di una causa di giustificazione in caso di reati. Gli agenti di fatto non verrebbero iscritti automaticamente tra gli indagati, ma in un registro ad hoc, quando agiscono nell’adempimento del dovere o nell’uso legittimo delle armi. Quando viene commesso un reato ed è ravvisabile una causa di giustificazione, il pm entro 7 giorni deve svolgere accertamenti preliminari prima di procedere, se strettamente necessaria, all’iscrizione. La norma non cancella le indagini, ma modifica il percorso iniziale.
La norma vale solo per gli agenti?
No, lo "scudo penale" vale per tutti i cittadini. Per evitare questioni di incostituzionalità è stato allargato a tutte le persone che agiscono per ragioni di servizio o in una situazione di legittima difesa. Vale anche per la categoria dei medici per esempio. Si parla sempre di mancata iscrizione nel registro degli indagati, ma in un modello parallelo a disposizione del pm.
È la prima volta che viene applicato lo "scudo penale"?
Il caso della morte di Abderahhim Fakir a Bologna sarebbe una delle primissime volte in cui viene applicata questa norma. Ci sarebbe un precedente risalente a inizio luglio 2026, a Teramo, che riguarda un carabiniere alla guida del suv di servizio che si è scontrato con uno scooter su cui viaggiava un uomo scappato a un posto di controllo. Il militare non è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio stradale, ma il sostituto procuratore di Teramo, Elisabetta Labanti, alla vigilia dell'autopsia, ha deciso di applicare la nuova procedura.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio concorda con l'espressione "scudo penale"?
A riguardo della norma, Nordio ha dichiarato: "Decide il pubblico ministero se iscrivere nel registro degli indagati oppure no. Su questo il magistrato è sovrano ma deve tener conto che questa nuova norma è molto esplicita: le cause di giustificazione sono note a tutti". Ma rifiuta la definizione: "Non è uno scudo penale, che invece vuol dire impunità: qui l'impunità non c'è per nessuno, quindi è una parola impropria. Abbiamo introdotto un principio che nasce da un equivoco di 50 anni fa. Quando 50 anni fa era stato introdotto l'istituto dell'avviso di reato poi diventato avviso di garanzia. L'istituto che era nato a garanzia dell'eventuale indagato si è trasformato in un'onta, in una condanna anticipata, sia da un punto di vista mediatico, sia professionale sia politico".
