Media Iran: preso di mira un deposito di petrolio a sud di Teheran
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Teheran è stata colpita da precipitazione acide e tossiche dopo i bombardamenti americani e israeliani sui depositi di carburante e sulle raffinerie di petrolio. L'Oms mette in guardia: "Rischi per la salute dell'uomo"
È allarme "pioggia nera" in Iran dopo gli attacchi agli impianti petroliferi da parte di Israele e Stati Uniti. Nelle scorse ore una densa nube nera ha ricoperto Teheran, come mostrato dai video provenienti dalla capitale e dalle testimonianze di giornalisti sul posto. Poco dopo, racconta Frederik Pleitgen, inviato per la Cnn, la città è stata colpita da una leggera pioggia di colore nero. Un fenomeno - dovuto alla combustione del greggio e all'acido solforico - che alimenta l'incubo di un disastro ambientale in Iran, oltre a quello umano per le perdite civili durante il conflitto.
Come riferito dall'inviato dell'emittente americana, l'acqua piovana in Iran "è in realtà nera, anche satura, a quanto pare, di petrolio". Stupore anche tra i cittadini di Teheran: "La pioggia è nera, non ci posso credere. Sto vedendo pioggia nera", ha scritto sui social Kianoosh, ingegnere di 44 anni residente a Teheran, citato da Adnkronos. L'uomo ha pubblicato online una foto della sua auto bianca diventata nera dopo il fenomeno atmosferico.
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Poco prima, la Mezzaluna rossa iraniana aveva ammonito sui rischi della pioggia dopo le esplosioni negli impianti petroliferi, invitando la popolazione a non uscire di casa. Del resto, la "pioggia nera" è formata da inquinanti tossici come idrocarburi, polveri sottili come Pm 2.5 e composti aromatici policiclici (Ipa o Pah, come sigla inglese), che sono cancerogeni. La combustione di greggio, che è ricco di zolfo, produce SO2 (biossido di zolfo) e NOx (ossidi di azoto), che si trasformano in H2SO4 (acido solforico) generando il fenomeno.
Perché si è originata - Come accennato, la "pioggia nera" si è formata dopo gli attacchi sferrati dalle forze statunitensi e israeliane su diversi depositi di carburante e raffinerie di petrolio intorno a Teheran, soprattutto nelle aree a sud-est della città e nella zona orientale di Shehran. Nelle scorse ore, sulla capitale è praticamente calato il buio nonostante fosse già sorto il sole. Macchie di petrolio hanno iniziato a fare capolino su edifici e auto, mettendo in allarme gli scienziati non solo sugli effetti nel breve periodo, ma soprattutto nel lungo. La presenza di aria tossica aggrava, infatti, un contesto già critico sia sul piano militare sia su quello ambientale e sanitario.
Gli effetti sulla salute - "La pioggia nera e la pioggia acida rappresentano davvero un pericolo per la popolazione, principalmente per le vie respiratorie", ha detto il portavoce dell'Oms Christian Lindmeier in una conferenza stampa a Ginevra, aggiungendo che il governo di Teheran ha consigliato alla popolazione di rimanere in casa. "È sicuramente una buona idea", ha sentenziato. Gli elementi - cancerogeni - che compongono la "pioggia nera" possono causare seri rischi per l'uomo, tra cui problemi respiratori, cardiovascolari e un potenziale aumento del rischio di cancro. L'esposizione prolungata a tali sostanze è del resto associata a un aumento del rischio di tumori polmonari, cardiovascolari e neurologici.
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Non solo sull'uomo: il fenomeno può creare gravi effetti anche sull'ecosistema, con la riduzione della fauna acquatica e danni alla capacità riproduttiva delle piante. Assorbendo l'acqua tossica, la vegetazione è più facilmente soggetta a parassiti e malattie, con conseguenze devastanti sulle coltivazioni agricole.