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Lʼartrosi si può curare: nuove terapie con alimentazione e ginnastica dedicate

Nel suo libro "Vivere senza artrosi" il dottor Marco Lanzetta, il primo italiano a eseguire un trapianto di mano, espone i "segreti" per dire addio alle varie forme della malattia cronica

Alimentazione dedicata, integratori specifici, attività fisica quotidiana, ma anche nuove terapie laser, staminali e infiltrazioni radioguidate. Sono questi gli elementi da cui passa la cura dell'artrosi, che nelle sue varie forme colpisce circa 5 milioni di italiani. A delineare la ricetta vincente per dire addio a quella che è considerata la prima malattia invalidante al mondo è stato il dottor Marco Lanzetta, il primo chirurgo italiano a eseguire un trapianto di mano, nel suo nuovo libro "Vivere senza artrosi".

Lʼartrosi si può curare: nuove terapie con alimentazione e ginnastica dedicate

La nuova ricetta anti-artrosi - Marco Lanzetta spiega a Tgcom24 che il primo passo per combattere l'artrosi è saperla riconoscere, imparando a "decifrarne" i sintomi e a distinguerla dall'artrite. "Il libro porta prima di tutto un messaggio: non bisogna deprimersi, l'artrosi è una malattia come altre. Da una parte è vero che la maggior parte delle forme artrotiche non la scegliamo noi, ma ci è cucita addosso dal nostro codice genetico. Soprattutto nelle donne, nelle quali la malattia si ripresenta con una costanza assoluta attraverso le generazioni. E' anche vero, però, che non dobbiamo aspettare passivamente il peggioramento della funzionalità delle nostre articolazioni".

Primo passo: stile di vita e alimentazione - Cosa si può fare per rallentare, frenare, prevenire questa malattia? Innanzitutto un lavoro sullo stile di vita. Molte forme di artrosi si possono prevenire e curare riducendo il peso corporeo, praticando attività sportiva specifica ogni giorno con esercizi mirati e scientifici. Secondo step: l'alimentazione, una componente fondamentale. "Qui sta la novità fondamentale dello studio - afferma Lanzetta - trattare l'artrosi come se fosse una malattia simile al diabete o alla celiachia, che possono essere trattate ancora prima che comincino solamente dal punto di vista alimentare. L'artrosi risponde a una dieta e questa è una novità assoluta, perché chi poteva immaginare che mangiare i pomodori fa male all'artrosi o che mangiare il cavolo nero fa bene?". Il segreto è una dieta molto personalizzata, quasi ad personam, per la quale vengono effettuati dei test molto scrupolosi che tengono contro del metabolismo del paziente. Il regime alimentare opera sia per via additiva che per via sottrattiva, che prescrive cioè l'assunzione di cibi che fanno bene e l'eliminazione di quelli che fanno male.

Gli integratori - A tutto questo va aggiunta una componente fondamentale: gli integratori alimentari. "Sono diversi i pazienti - prosegue Marco Lanzetta - che hanno tratto giovamento dall'assunzione di integratori specifici per circa un anno, che hanno un vantaggio doppio. Innanzitutto sono molto specifici e agiscono sull'articolazione interessata in maniera naturale. L'altro vantaggio, meno visibile, è ancora maggiore: si può eliminare terapia tradizionale farmacologica, fattibile per periodo limitato per effetti collaterali. Tra le varie tipologie di integratori, infine, ce n'è anche uno spalmabile sotto forma di crema analgesica".

Terapie laser innovative - Tra le varie possibilità che contribuiscono alla cura dell'artrosi ci sono anche delle terapie laser nuove, basate su una tecnologia efficace che immette all'interno dell'articolazione dei prodotti che curano la cartilagine e tolgono l'infiammazione. È una maniera alternativa per somministrare prodotti altrimenti assimilabili con iniezione, crema o per via orale.

Staminali - L'utilizzo e l'efficacia del trattamento con cellule staminali si estende anche alla cura dell'artrosi. "Una volta prelevata, la cellula staminale può essere inserita nell'articolazione in due modi. Il primo è la classica iniezione, con la quale le cellule rimangono in sospensione nel liquido articolare e dovrebbero esercitare un'azione di protezione e di riparazione. Il secondo, più sofisticato, prevede di entrare nell'articolazione con una vera e propria telecamera che, tramite un'altra porta di ingresso, consente di applicare un gel di cellule staminali laddove c'è il difetto della cartilagine. Si tratta di un metodo molto più preciso".

Infiltrazioni radioguidate - Il Centro Nazionale per l'artrosi offre inoltre la possibilità di effettuare un'infiltrazione intrarticolare monitorando il processo su uno schermo radiologico. Si "entra" con una sonda per iniettare con precisione una sorta di olio che permette uno scorrimento migliore delle parti articolari senza la frizione che si verifica in caso di artrosi.

Pensare positivo - Infine non bisogna sottovalutare l'importanza della consulenza psicologica per quei pazienti che si deprimono per la loro condizione e si sentono quasi degli handicappati. Il pensiero positivo, come nel caso di molte altre patologie, è fondamentale: il sapere di poterne venire fuori.

"La vera novità - conclude Lanzetta - è che bisogna fare di tutto un po'. Dipende tutto dallo stile di vita e lavorare a 360 gradi. Le tecniche innovative per curare l'artrosi sono varie e questa varietà consente di individuare un percorso personalizzato per ogni paziente, a seconda del problema, delle abitudini e dell'età. E' per questo che i risultati sono molto buoni: non c'è una cura che deve andar bene per tutti, ognuno ha la sua".

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