Il punto sull'infezione

Coronavirus, gli esperti: "Il Covid-19 perde potenza, col caldo potrebbe indebolirsi"

Il responsabile dell'Unità di statistica medica ed epidemiologia molecolare dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, Massimo Ciccozzi: "Al Nord uno tsunami assurdo e imprevedibile"

07 Mag 2020 - 17:06
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"Stiamo osservando che il Covid-19 perde potenza. Evolve, ma perde contagiosità e, probabilmente, letalità". E' quanto ha affermato Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di statistica medica ed epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio-Medico di Roma durante un’audizione in Senato. "In Italia abbiamo avuto due ingressi epidemici differenti, a due settimane di distanza. Il Nord ha avuto uno tsunami assurdo, imprevisto e imprevedibile", ha aggiunto.

"Abbiamo visto in un nostro lavoro - ha continuato Ciccozzi - due eventi epidemici differenti: uno, con ceppi virali che dalla Cina, attraverso l'Europa, è andato al centro Italia. E successivamente un ceppo tedesco che è andato ad infettare la Lombardia e il Nord dell'Italia".

Il virus perde potenza "Stiamo osservando - ha quindi aggiunto - che il virus di Covid-19 sta perdendo potenza. Sta continuando a mutare. Ma sta facendo mutazioni che a lui non sono più utili". La perdita di potenza del virus "la vediamo dal minor numero di decessi (dovuti alle infezioni pregresse) e dal minor numero di persone in terapia intensiva. Questo è dovuto sicuramente alle terapie ma anche alla perdita di potenza del virus. Non sappiamo quanto dura l'immunità. Anche se sappiamo che c'è".

Clementi (San Raffaele): "Il caldo potrebbe essere nemico del virus" Dello stesso parere è anche Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia del San Raffaele di Milano che, in un'intervista al Corriere della Sera, ha detto: "E' molto probabile che l'arrivo del caldo possa influenzare il livello di aggressività del germe".

L'immunità di gregge "Senza un vaccino non si può fermare il virus - ha affermato ancora Clementi -. Nel caso del morbillo, causato da un virus molto contagioso (come Sars-CoV-2), serve che in una comunità ci sia il 95% di immuni perché sia protetto anche il restante 5%. E' appunto l’immunità di gregge. Inoltre, nel caso del nuovo coronavirus, sappiamo che potrebbe non esserci una correlazione esatta tra titoli anticorpali rilevati con gli attuali test e quantità di anticorpi neutralizzanti, quindi non sappiamo quanto le difese a nostra disposizione siano efficaci. Non abbiamo nemmeno certezza in merito alla loro durata. Sulla questione dell’immunità servono ulteriori dati".

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