TELEBESTIARIO

Quello scomposto attacco di De Luca a Raitre

TELEBESTIARIO di Francesco Specchia

29 Set 2015 - 23:11
 © ufficio-stampa

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C'è un motivo se il governatore campano Vincenzo De Luca ha attaccato in modo scomposto Raitre. E ha ragione da vendere Andrea Vianello. direttore della suddetta rete nel dichiarare che “la misura è colma”, rimandando gli insulti del presidente (il quale aveva precedentemente preso a sberle Le Iene e coperto di fantasiosa contumelia Peter Gomez del Fatto Quotidiano). Il problema di De Luca è un tenace e ingiustificato spirito d'onnipotenza che lo avvolge nelle sue spire senza requie. Credo che l'attacco di De Luca a Raitre riguardi soprattutto Riccardo Iacona e un suo Presadiretta di qualche settimana fa in cui s'intramezzava un'intervista con Matteo Orfini e servizi sulle infiltrazioni camorristiche e mafiose in Campania e Sicilia.

Di prim’acchitto, ad osservare il riflesso dell’orecchino di Iacona sulla stempiatura dell’intervistato Matteo Orfini, be’ mi ero chiesto a cosa servisse tutto ciò. Orfini non toglieva nè aggiungeva nulla al quadro d’insieme.

Il presidente Pd, con la sua faccia da giovane vecchio, il timbro di voce dalemiano e la giacca lisa sulle cui spalle non avrebbe affatto stonato una spolverata di forfora, rispondeva pacatamente sulla politica 'Acchiappavoti» di Sicilia e Campania. E sui rovelli di Cuperlo e gli aspiranti scissionisti. E sull’Italicum e sulle 'sberle che prende la sinistra». E sulla questione morale come elemento politico trasversalmente difettoso. E sul fatto che, mentre il M5S denunciava il finanziamento occulto dei partiti Orfini, ribatteva 'ma il Pd ha i bilanci certificati». Diacona non ingranava, slittava sull’ideologia. E Orfini evocava l’invicibile equilibrismo di Andreotti ai bei tempi. Il governatore Crocetta sprofonda in gorgo senza fondo? Orfini racconta che il renziano Faraone sta risolvendo le cose, qualche inchiestina aperta ma, insomma, cazzatelle, nulla di grave. Il governatore De Luca, tra condanne, liste d’appoggio terrificanti zeppe di fascisti e figli indagati, se ne fotte della 'questione morale» ricevendo l’appoggio di Renzi (il quale - grottesco- si costituiva parte civile per la faccenda dell’ecomostro Crescent proprio contro De Luca) ? Ecco Orfini difendere De Luca; aggiungendo, però, che 'c’è indubbiamente un tema di personalizzazione notabiliare della politica'. Indubbiamente. Ed è questo –alla fine- il nocciolo del problema. De Luca si crede un incrocio fra Masaniello, Achille Lauro e Maradona. Quando gli passano accanto un microfono o una telecamera, egli le avvinghia e tende a stritolarle nelle spire del suo ego poderoso. E alla fine non conta quello che hai fatto , se sei stato o meno un buon amministratore (e anche qui ci sarebbe da sfatare una leggenda pure se, rispetto a De Magistris, De Luca sembra Fiorello La Guardia a New York); conta soltanto chi sei e il disprezzo che emani verso chi abbozza la minima critica. Da qui l'attacco a Presadiretta sulla puntata “Acchiappavoti”, che a me, al primo sguardo sembrava ben fatta ma banale; e ora, dopo l'attacco di De Luca, assume la connotazione di baluardo di libertà. Ma pensa te…

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