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Intervista a Patrick Djivas, bassista della Premiata Forneria Marconi

Tgcom24 incontra il musicista in occasione della tournée sud americana della band

Intervista a Patrick Djivas, bassista della Premiata Forneria Marconi

All'"Espaco das Americas" di San Paolo del Brasile, la prima data della tournée sud americana della Premiata Forneria Marconi, uno dei gruppi più significativi della musica italiana. Dopo il travolgente successo delle tappe italiane e giapponesi, laband è attesa da una tournée intensa, che oltre a ripercorrere i più grandi successi del loro vastissimo repertorio, presenterà al pubblico internazionale anche brani tratti dal nuovo album "Emotional Tattoos".

"Emotional Tattoos", arriva a 14 anni di distanza dall'ultimo disco di inediti ed è un album dalle sonorità internazionali che conferma, oggi più che mai, che la band non può essere racchiusa in vecchie e consumate etichette. Il disco pubblicato contemporaneamente in due versioni diverse tra loro (una italiana e una inglese) trova la sua ispirazione nella visione odierna del pianeta e nel rapporto musica-sogno. Esprime una energia consapevole, capace di abbracciare l'ascoltatore, stimolando nel profondo la sua immaginazione.

Nata nel 1971, la band ha guadagnato rapidamente un posto di rilievo sulla scena internazionale, entrando nel 1973 nella classifica di Billboard (per l'album"Photos Of Ghosts") e vincendo un disco d'oro in Giappone. Continua fino ad oggi a rappresentare un punto di riferimento. Ospite questa settimana a "Popular" Patrick Djivas bassista, musicista e compositore, membro storico della leggendaria band.

Patrick per voi il primo disco di inediti dopo 14 anni, ma in questo periodo siete stati tutt'altro che inattivi...
Si infatti, non siamo stati "con le mani in mano" abbiamo fatto diversi album, come "Pfm In Classic" con l'orchestra sinfonica, poi anche "Stati di Immaginazione" altro disco strumentale fatto di cortometraggi sonorizzati, poi "La Buona Novella" di De Andre. Abbiamo scelto questo titolo perché riteniamo che la musica come qualsiasi cosa ti tocca nel profondo, ti lascia un segno. Quando ci capita di ammirare un paesaggio o vedere qualcosa che ci piace, spesso abbiamo un'emozione che ci resta dentro per tutta la vita. Questo accade per quanto ci riguarda non solo quando ascoltiamo musica ma anche quando la suoniamo, in studio o davanti al pubblico. Facciamo questo mestiere da più di cinquanta anni ed ormai la musica è un qualcosa di incancellabile in noi.

La vostra esperienza oltreoceano inizia da molto lontano...
Negli Stati Uniti ed in Canada abbiamo fatto circa 400 concerti nella nostra carriera, ma anche in Sud America, abbiamo suonato diverse volte negli anni 2000, sono posti dove torniamo sempre con piacere, quando siamo all'estero per l'atmosfera che c'è andiamo là e ci applichiamo al massimo per suonare. Negli Stati uniti quando facemmo "Live in Usa" al Central Park ed al Madison Square Garden nella sala piccola, Emerson, Lake & Palmer ci prestarono la regia mobile e da li realizzammo il nostro "Live In The Usa" nonostante un sound check fatto di corsa, tutto riuscì molto bene, non pensavamo di fare un live, poi trovammo i tecnici del sono che ballavano all'interno della regia mobile, riascoltando il nastro del concerto, totalmente trasportati dalla nostra musica. Alla "Manticore" la casa discografica ascoltarono il nastro restandone particolarmente impressionati, pio registrammo altri due concerti in Canada. Già dagli anni '70 in Giappone dei ragazzi del luogo ci attendevano con cartelli di "benvenuto" cosi capimmo si avere un "fan club" in Giappone, dove abbiamo anche vinto il disco d'oro ci siamo esibiti nel teatro più grande del mondo, una sala con 7000 posti, un luogo meraviglioso.

Recentemente PFM è stata premiata con la posizione n. 50 nella "Royal Rock Hall of Fame" dei 100 artisti più importanti del mondo.
E' una cosa che ci fa molto piacere, non consideriamo questo riconoscimento un punto di partenza o di arrivo, ma solo un momento importante della nostra carriera, questa "hall of fame" è dedicata alla Pfm, ognuno di noi si impegna per migliorare concerto dopo concerto, dove cerchiamo di serata in serata, di non fare mai un pezzo uguale all'altro, ma inserire qualcosa che rende diverso il brano; proveremo a fare la stessa cosa anche nella tournée in America. L'ingresso nella Hall Of Fame non è un successo solo mio o di Franz ma di tutta la Pfm, noi siamo al servizio del gruppo, viviamo questo riconoscimento come una bella cosa che ci è successa.

Queste le altre date della Pfm: il 21 Aprile a Rio De Janeiro (Vivo Rio); 22 Aprile a Belo Horizonte (Cine Brasil); 25 Aprile in Cile Conception (Teatro de la Universidad de Concepcion); 26 Aprile a Santiago Del Cile (Teatro Oriente); 28 Aprile in Argentina a Buenos Aires (Teatro Ópera Orbis Seguros); 30 Aprile in Perù a Lima (Teatro Municipal); 3 Maggio a Città Del Messico alla BlackBerry Hall); per poi trasferirsi negli Usa: 6 Maggio a Gettysburg - al Majestic Theater; 7 maggio a New York City alla Highlineballroom; 8 maggio a Chicago (Reggies Rock Club); il 17 Maggio a Londra (02 Academy Islington); 18 Maggio Suthampton al The 1865.

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