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Edoardo de Angelis presenta il suo spettacolo "Due Amici Dopocena"

Il cantautore ospite al Teatro Astrolabio di Villasanta per il ciclo "Parole Al Vento"

Edoardo de Angelis presenta il suo spettacolo "Due Amici Dopocena"

Appuntamento imperdibile martedì 9 aprile per gli appassionati della Musica d'Autore, al Teatro Astrolabio di Villasanta per il ciclo "Parole Al Vento", con lo spettacolo "Due Amici Dopocena", che vede protagonisti il cantautore Edoardo De Angelis e l'attore Neri Marcorè. Lo sviluppo di un racconto che nasce negli anni ‘70 e che parla di canzoni. Erano i tempi della ricerca, dell’innovazione, delle invenzioni e delle utopie. La molla che spingeva i giovani era la necessità di comunicare il disagio, l’entusiasmo, la voglia di partecipazione, la lotta di classe e l’amore. Erano i tempi del Folkstudio, di Francesco De Gregori, Claudio Lolli, Rino Gaetano, Francesco Guccini e Fabrizio De Andrè. Edoardo uno dei grandi della Musica d'Autore e tra i nomi più autorevoli che frequentarono il Folkstudio, nostro ospite a "Popular", parla così dello spettacolo...

"E' una cosa carina che abbiamo creato con Neri Marcorè, dice Edoardo De Angelis, portiamo la musica d'autore in teatro in una forma discorsiva. Di solito, quando ci incontriamo il pomeriggio in teatro, proviamo il suono, ma non ci confrontiamo sulla scaletta, i nostri incontri sono sempre improvvisati, lo posso assicurare, come se ci incontrassimo in un dopo cena a casa nostra o di un amico, dando vita ad discorsi infiniti, cantando i nostri brani preferiti, legati al mondo della musica d'autore, con testi come quelli di Fabrizio de Andrè e o Sergio Endrigo, che non mancano mai nei nostri spettacoli. Poi io canto qualcosa del mio ultimo album, con Neri che mi accompagna; di solito il pubblico negli spettacoli, iniziati alle 21, non riesce a separarsi da noi prima di mezzanotte, chiedendo molti bis".

E' uscito in questi giorni un tuo libro "La Gara dei Sogni" che ripercorre la tua carriera dove vita, ricordi e soprattutto musica si sovrappongono...
Si, nel libro parlo del Folkstudio come di un luogo magico, non solo musicalmente ma anche culturalmente, noi ancora prima di essere i "giovani" del Folkstudio, in questo locale vedevamo i grandi del jazz e per quanto mi riguarda della musica popolare italiana: Otello Profazio a Matteo Salvatore, Caterina Bueno e Rosa Ballistreri, tra i tanti; era un modo per iniziare un percorso con "basi robuste". Al Folkstudio i cantautori hanno dovuto "farsi spazio" tra i grandi del jazz e della musica popolare, che tenevano banco in quel periodo. Con Antonello Venditti, Francesco De Gregori, Guccini, Claudio Lolli o Rino Gaetano, il locale si riempiva con code lunghissime al botteghino, questa è la situazione che ha permesso al Folkstudio di diventare un locale di culto per la musica d'autore e popolare.

Scrivere un libro è stata una grande emozione anche per te.
Ho raccontato la mia storia, dove il Folkstudio è stata una molla di partenza, quella con la quale ho iniziato la mia carriera, che mi ha fatto fare un giro come quello che compie la pallina in un flipper: spezzettato, irregolare ma avvincente. Rimango sempre impegnato nelle musica d'autore, ma seguo anche la musica di oggi, quando si parla di Rap ad esempio a me viene in mente Caparezza, trovo che siano molti esempi validi di musica di qualità oggi in Italia, come Niccolo Fabi, Samuele Bersani o lo stesso Caparezza, ma ci sono molti ragazzi che sanno fare musica d'autore che spesso non emergono. Cerco di dare il mio contributo per i giovani, tanto che recentemente ho prodotto il disco d'esordio di Giulia Mei, giovane cantautrice palermitana molto brava a scrivere testi, ma anche documentata musicalmente e diplomata in pianoforte, per la mia etichetta "Il Cantautore Necessario".

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