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A "Popular" Michele Dall'Ongaro dell'Orchestra Santa Cecilia

Tgcom24 ha incontrato il sovrintendente dell'Accademia di Santa Cecilia in vista una delle più antiche istituzioni musicali al mondo


Ufficio stampa

Appuntamento di grande suggestione al Teatro alla Scala di Milano martedì 21 settembre, con l'Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretta da Daniele Gatti. In programma la sinfonia numero 3 in re maggiore di Franz Schubert e la numero 4 il sol maggiore di Gustav Mahler. Del concerto abbiamo parlato con Michele Dall'Ongaro, sovrintendente dell’Accademia di Santa Cecilia, una delle più antiche istituzioni musicali al mondo.

 

"È un programma che mette in relazione due compositori assolutamente connessi - dice Michele dall'Ongaro -, da un lato la sinfonia numero 3 di Franz Schubert, che il grande direttore Giuseppe Sinopoli definì "il compositore che parla della perdita", quella dell'innocenza particolare, molto presente nelle sue composizioni. Un elemento che passando per Bruchner attiva fino a Mahler; proprio di questo compositore l'orchestra proporrà la quarta sinfonia. Ha una bellissima voce di soprano nell'ultimo movimento, Chen Reiss nel nostro cas, in una sinfonia che ipotizza il ritorno di una bellezza che sembra intatta, ma che in realtà è solo rimpianta. Il tutto con dei suoni che solo apparentemente possono sembrare innocenti aggraziati, quasi infantili, ma che in realtà rendono al meglio sentimenti come lo smarrimento e la perdita.

 

L'orchestra di Santa Cecilia ritrova Daniele Gatti...

Daniele Gatti è un grande direttore perfettamente a suo agio con questo tipo di repertorio, ha acquisito il senso della cultura mitteleuropea, sa muoversi al meglio in un repertorio difficile da affrontare, sembra quasi sia nato da quelle parti. Da giovane fu anche direttore della nostra orchestra, quindi lo ritroveremo con grande piacere sul podio del Teatro alla Scala. Lavorare con lui per noi significa affrontare un percorso, non solo da loro di vista musicale o spirituale, ma anche umano.

 

In un momento come quello che stiamo vivendo, cosa significa per la vostra Orchestra suonare al Teatro alla Scala?

Rappresenta tantissimo, perché e un Teatro che nel mondo è sinonimo di qualità ed eccellenza. E' sempre un onore suonare in un contesto simile. Subito dopo la nostra esibizione al Piermarini, saremo a Bucarest per un festival che spesso ci ha visti protagonisti. Siamo una delle Orchestre che fa più tournée...

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