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Tav, dopo ok Parlamento più fondi in vista da Ue: verso finanziamento al 55%

Bruxelles procurerà probabilmente più fondi di quelli promessi. Si accelera per 3,8 miliardi sugli 8,6 complessivi della tratta

Tav, dopo ok Parlamento più fondi in vista da Ue: verso finanziamento al 55%

Con il voto del Parlamento italiano sulla Tav, l'Unione europea dispone di tutte le garanzie richieste per procurare i fondi necessari per l'opera e Bruxelles fa sapere che stanzierà una somma maggiore di quella promessa. Si arriverà infatti fino al 55% dei costi per il tunnel di base e l'intera tratta transfrontaliera.

Tav, il percorso della linea Torino-Lione

Pochi giorni fa, come scrive il "Messaggero", la commissaria Ue ai Trasporti Violeta Bulc aveva accolto "con favore la lettera in cui il governo italiano ha riaffermato il sostegno al progetto della Lione-Torino" ma aveva precisato di attendere "fiduciosa un rapido voto di conferma del Parlamento". Ora quindi non ci sono più ostacoli allo sblocco dei fondi Ue. E così Bruxelles intende fornire più fondi rispetto a quelli inizialmente promessi.

I finanziamenti in vista - Il via libera dell'Aula permette di accelerare opere per 3,8 miliardi sul totale degli 8,6 della tratta Torino-Lione. Una cifra che vale almeno 4mila posti di lavoro sul fronte italiano. Vanno poi considerate le ricadute sul territorio, valutate in 6 miliardi dall'Osservatorio Tav. Si parla di 2,3 miliardi che serviranno per scavare il tunnel di base in territorio francese e di poco più di un miliardo sul fronte italiano: vanno aggiunti circa 600 milioni di gare già avviate negli ultimi mesi.

Verso il 55% di contributi dall'Ue - L'accordo Italia-Francia-Ue prevede risorse comunitarie per 813 milioni su una prima tranche di lavori per 1,9 miliardi entro dicembre. Ma Italia e Francia guardano a questo punto ai finanziamenti aggiuntivi. Bruxelles si era impegnata ad aumentare la quota dal 40 al 50%, più un altro 5% perché il progetto è binazionale. Sarà però necessario aspettare settembre per sapere se il contributo aggiuntivo riguarderà la quota di lavori non compresa nell'accordo del 2015 o se si potrà rivedere l'intera struttura economica dell'opera a livello europeo.

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