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Trattati Roma, 27 leader europei firmano il rinnovato impegno per lʼEuropa

Con la firma della Dichiarazione di Roma gettate le basi per il rilancio dellʼEuropa unita

In occasione dei festeggiamenti per i 60 anni dei Trattati di Roma, è stata firmata nella Capitale la Dichiarazione di Roma, il documento in cui i 27 leader europei si impegnano al rilancio della Ue. Accolti in Campidoglio dalla sindaca Virginia Raggi e dal premier Paolo Gentiloni, tutti i rappresentanti delle istituzioni si sono detti concordi della necessità "di un cambio di passo" perché ci possa essere un futuro florido per l'Europa.

Roma, i leader di 27 paesi alle celebrazioni per i 60 anni dei Trattati fondativi dellʼUnione Europea

La Raggi accoglie i leader europei: "Nessuna nella Ue deve rimanere indietro" - I leader dei 27 sono stati accolti sabato mattina in Campidoglio dal premier Paolo Gentiloni e dalla sindaca Virginia Raggi. Quest'ultima, ricordando la solidarietà e l'interesse dei popoli come alcuni dei valori su cui si fondarono i Trattati di Roma, ha sottolineato come "questa Europa non poteva realizzarsi in un giorno. Dobbiamo realizzarla noi, dobbiamo realizzare una comunità solidale. Dobbiamo avere il coraggio di riconoscerli e rilanciare la sfida: la finanza non è tutto. E nessuno deve rimanere indietro".

Tusk: "No a Europa a due velocità" - E proprio il recupero dei valori fondanti come base per affrontare le nuove sfide che la Ue sta combattendo è il pensiero comune espresso dalla maggior parte dei leader Ue. "Oggi vogliamo rinnovare l'alleanza di nazioni libere che ebbe inizio 60 anni fa. Allora non si parlava di velocità plurime. Non dobbiamo perdere l'obiettivo di raggiungere l'Unità", ha detto infatti il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. "E' necessario che tutti rispettino i fondamenti della nostra unità" disegnati dai coraggiosi padri fondatori 60 anni fa.

La firma della Dichiarazione di Roma - In Campidoglio i leader europei hanno quindi sottoscritto la Dichiarazione di Roma, che impegna i 27 a rilanciare nei prossimi 10 anni l'integrazione europea. "Siamo determinati ad affrontare le sfide di un mondo in rapido mutamento e a offrire ai nostri cittadini sicurezza e nuove opportunità - si legge in uno dei passaggi del testo -. Renderemo l'Unione europea più forte e più resiliente", con "un'unità e una solidarietà ancora maggiori tra di noi e nel rispetto di regole comuni".

Mattarella: "Per futuro Ue è necessario ripensare la sua architettura" - Al termine della cerimonia, i leader Ue sono saliti al Quirinale dove hanno incontrato Sergio Mattarella. "Valori di apertura, solidarietà fra popoli, tolleranza, libertà e democrazia consentiranno all'Ue di compiere un salto di qualità", ha detto il Capo dello Stato, sottolineando tuttavia come "se vogliamo l'Unione che i cittadini chiedono con insistenza, dobbiamo concludere che l'attuale architettura europea andrà ripensata".

Tajani: "Serve un cambio di passo" - E sulla necessità di un cambiamento, si trova d'accordo anche il presidente del Parlamento europeo: "E' necessario un cambio di passo perché l'Europa continui a essere la soluzione ai problemi che ci sono: servono più fatti e meno parole", ha detto infatti Antonio Tajani ai microfoni di Tgcom24. "Le grandi sfide da affrontare sono l'immigrazione clandestina, il terrorismo, la crisi economica e il lavoro", ha quindi aggiunto.

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