Il Senato vota per il primo disco verde al dl sulla caccia e le opposizioni insorgono, insieme alle associazioni ambientaliste, contro un provvedimento ribattezzato legge sparatutto. Il testo infatti, che riforma una legge del 1992, estende sia le aree di caccia consentite, fino ad arrivare alle aree demaniali, ai boschi pubblici e alle spiagge sia le specie di animali cacciabili.
Ai numerosi no si aggiunge anche un fronte trasversale di parlamentari che ha rivolto alla presidente de Consiglio Meloni un appello in cui si richiamano gli insegnamenti di Papa Leone XIV che aveva definito la questione "di grande rilevanza sociale e morale" e il magistero di Papa Francesco sulla cura della "casa comune".
Per le opposizioni comunque il provvedimento è incostituzionale, andando espressamente contro l'articolo 9 che ha introdotto il concetto di tutela ambientale, di protezione della biodiversità e della sostenibilità ambientale anche per le future generazioni. 80 i voti favorevoli a Palazzo Madama 56 i contrari e adesso il disegno di legge passerà alla Camera. Il provvedimento definisce la caccia come un'attività a tutela dell'ambiente, della sua biodiversità e degli ecosistemi, i cacciatori diventano dei bioregolatori. Aumentano anche le specie di animali catturabili e il lupo non sarà più una specie particolarmente protetta come è adesso.
