"Luogo in cui nessuno si senta escluso"

Tetto agli stranieri in classe, Valditara: "Senza padronanza dell'italiano non c'è integrazione" | Mattarella: "La scuola sia aperta a tutti"

Il presidente della Cei, Zuppi, chiede che la scuola sia inclusiva: "Non possiamo accettare che il luogo di nascita determini le opportunità di apprendimento"

21 Set 2026 - 19:51
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"La scuola è la più efficace leva di integrazione". Non ha usato mezzi termini il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per chiarire la sua posizione sulla presenza di alunni stranieri nelle aule italiane. Posizione che non può non essere quella della Costituzione: "La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. La scuola prepara tutti, È aperta a tutti: così dispone l'art. 34 della Costituzione", ha detto il capo dello Stato parlando alla cerimonia di inaugurazione dell'anno scolastico presso l'Istituto Omnicomprensivo "Sergio Marchionne", ad Amatrice, in occasione del decimo anniversario del terremoto. La scuola, ha continuato il presidente della Repubblica, "deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell'incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale".

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Anche Valditara chiede integrazione - Alla presenza del capo dello Stato, da Amatrice, anche il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha ribadito la "necessità dell'integrazione degli studenti stranieri, in tutte le decisive sfumature dell'espressione che va sempre pensata nella sua complessità". Per il ministro, è necessario "evitare alla radice qualunque discriminazione" e, per farlo, bisogna "rimuovere le cause anche linguistiche di un'inaccettabile marginalizzazione, con particolare attenzione all'effettiva padronanza della lingua italiana perché senza la conoscenza della nostra lingua, non c'è vera integrazione, non c'è successo scolastico e non c'è un futuro all'interno della nostra società. Ecco perché è così importante".

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Zuppi invita la scuola a essere inclusiva

 Ai rappresentanti politici fa eco anche il presidente della Cei, Matteo Zuppi, che - aprendo il Consiglio episcopale permanente a Roma - ha chiesto che la scuola sia inclusiva: "Non possiamo accettare che il luogo di nascita, la condizione economica, fisica o il contesto sociale determinino le opportunità di apprendimento di un ragazzo. Una scuola autenticamente inclusiva è uno dei più potenti strumenti di giustizia e di pace"

"In questi giorni - ha sottolineato Zuppi - le scuole hanno riaperto i cancelli: tornano domande che riguardano tutti, non solo chi insegna o studia. La questione educativa non è un tema tra gli altri, né si riduce a programmi e metodologie. Tocca il cuore della nostra convivenza. Educare significa accompagnare una persona a diventare libera, capace di cercare la verità, di riconoscere il bene, di entrare in relazione con gli altri e di assumere responsabilmente il proprio posto nel mondo". "I recenti episodi di violenza - ha ribadito Zuppi - ci interrogano profondamente e devono spingerci a una presenza rinnovata nel mondo educativo".

"Le scuole, un luogo in cui nessuno si senta escluso"

 "All'inizio dell'anno scolastico - ha proseguito il capo dei vescovi italiani - non auguriamo soltanto buoni risultati. Auguriamo alle nostre scuole di essere comunità capaci di generare fiducia, passione e responsabilità; luoghi in cui nessuno si senta escluso; laboratori di umanità in cui la tecnologia sia al servizio della persona e non la persona al servizio della tecnologia. Auguriamo loro di custodire il tempo lento dell'ascolto, dello studio, della meraviglia, del confronto vero, senza i quali nessuna libertà interiore può crescere. La scuola non è uno spazio da attraversare in fretta: è, ancora oggi, un cantiere decisivo del nostro futuro comune".
 

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