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Renzi: "La ricreazione è finita, ora serve un'agenda riformista"

Il leader di Italia Viva avverte il governo: "Deve lavorare. Il Pd? Eʼ a un bivio. Bonaccini è il vero vincitore delle Regionali e Salvini non è finito"

 matteo renzi, politica

"Bisogna stilare un'agenda riformista per il bene degli italiani. Non inseguire il giustizialismo sulla prescrizione o la follia di chiedere una revoca impossibile per Autostrade". Lo ha detto Matteo Renzi, sottolineando che "quelli di Autostrade devono pagare e tanto, ma no a una revoca che giuridicamente non sta né in cielo né in terra". "E' finita la ricreazione. Si sblocchino i cantieri e si facciano le riforme", ha aggiunto. 

Il futuro del governo - Matteo Renzi ha commentato, tra le altre cose, il risultato delle Regionali in Emilia-Romagna ma soprattutto di quello che potrebbe succedere dopo. Considerando il risultato negativo per il M5s, "si apre un'opportunità vera per imporre al governo un'agenda riformista", ha detto Renzi. Che sul futuro del governo Conte spiega: "La legislatura resterà in piedi, anche perché dove vanno? Non credo che i cinque stelle abbiano tutta questa fretta di tornare a casa". 

 

"Bonaccini vero vincitore e Salvini non è finito" - A proposito di Regionali, e di Emilia-Romagna in particolare, Renzi non ha mai nascosto, già in tempi non sospetti, il suo appoggio e il suo sostegno a Stefano Bonaccini. "La campagna di Salvini in Emilia non ha funzionato come in altre regioni, perché lì c'era il buon governo di Stefano Bonaccini, il vero vincitore delle elezioni". Sul leader della Lega ha poi aggiunto:  "Gli errori di personalizzazione di Salvini sono gli stessi che altrove, ma Salvini non è finito. Noi dobbiamo fare un passo alla volta per batterlo". 

 

"Il governo Conte deve darsi una mossa" - Ma parlando dell'esecutivo, l'ex segretario del Pd ha avvertito: "Il governo Conte deve lavorare. Mi chiedete se è piu' forte? Lo scopriremo solo vivendo. Deve darsi una mossa, deve cambiare marcia nell'interesse del Paese. E' finita la ricreazione". Renzi ha insistito sulla necessità di fare le riforme e sbloccare i cantieri senza che comunque questo metta in pericolo l'esecutivo: "Per me si arriva al 2023, come ho sempre detto, un po' per la paura di andare a votare), un po' perché c'è da eleggere il presidente della Repubblica". 

 

Il nodo prescrizione - Sulla prescrizione, "anziché l'obbrobrio voluto da Bonafede e Salvini vogliamo il ritorno alla proposta Orlando, come propone l'ex ministro Costa. Spero che la voti anche il Pd, sennò trovino una soluzione, è la proposta di Orlando, non di Costa", ha detto. "Invece del lodo Conte o lodo Bonafede c'è il lodo Annibali (deputata di Italia Viva) per prendere tempo prima che la legge sulla prescrizione dispieghi i suoi effetti negativi", ha aggiunto.

 

Cantieri e digitalizzazione - Nell'agenda riformista Renzi ha inserito, tra le altre cose, "cantieri per 120 miliardi da aprire e semplificazione totale della pubblica amministrazione attraverso la digitalizzazione. C'è già un nostro progetto nei cassetti, la ministra Pisano invece di inseguire Casaleggio lo ripeschi". 

 

Il Pd a un bivio - A proposito di agenda riformista, Renzi ha spronato il suo ex partito. "Il Pd a questo punto si trova a un bivio e deve scegliere se essere un partito riformista oppure no", ha detto spronando i dem, così come il governo a un'azione concreta che eviti di fare "favori a Salvini". 

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