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Renzi: io non faccio incontri segreti con lobby, Di Maio sì

"Chi ci attacca su un presunto aumento dellʼimmunità, come i grillini - ha quindi aggiunto il premier -, poi la usa"

Renzi: io non faccio incontri segreti con lobby, Di Maio sì

"Io non sono uno che fa incontri segreti con le lobby, come fanno invece autorevoli parlamentari di altri partiti a cominciare dai Cinquestelle". Lo ha detto il premier Matteo Renzi a Radio Popolare. I deputati pentastellati "parlano tanto di lobby e poi le incontrano segretamente come ha fatto Di Maio. Chi ci ha dato del mafioso, gli M5s, è stato querelato dal Pd ma non viene condannato perché c'è l'immunità parlamentare", ha poi ricordato.

Renzi tira in ballo l'immunità dopo gli attacchi dei grillini e di chi critica il fatto che con la riforma costituzionale anche i sindaci indagati, se eletti in Senato, avranno l'immunità parlamentare.

Quanto al taglio dei costi della politica il premier se la prende con "la generazione dei vitalizi che ora fa discussioni puntigliose sui risparmi della nostra riforma. Si può sempre fare meglio ma chi vota No si trova questo modello per i prossimi vent'anni".

Renzi su referendum Ungheria: "Non cambierà molto, restano egoismi in Ue" - Renzi ha poi parlato del referendum sull'immigrazione svoltosi in Ungheria. "L'esito del referendum è positivo ma temo che non cambierà molto perché gli egoismi europei non sono solo in Ungheria, anzi. Per questo l'Italia combatte una battaglia diversa". Quanto invece al voto in Colombia, sulla pace stretta tra il governo e le Farc, il premier si è detto "triste per il risultato. Che cosa ha fregato il presidente Santos? Il 60% delle persone non è andato a votare".

"Problema sono persone che non vanno a votare" - E proprio il problema dell'astensionismo sembra essere al centro delle preoccupazioni di Renzi. "Il vero problema che vedo è che la gente non vada a votare, che non ci sia partecipazione... Bisogna fare di tutto per discutere nel merito e non stare agli attacchi ideologici".

"Ancora tutto aperto, ma bisogna convincere gli indecisi" - In particolare centrale sarà per far passare il referendum convincere gli indecisi. "I sondaggi si assomigliano tutti: il 50% ha deciso, il 50 no. E' tutto aperto. C'è una parte che ha già deciso e un'altra che è ancora indecisa. Il 50% di indecisi è un dato pazzesco, quindi è ancora una partita aperta. I no sono in vantaggio? - ha aggiunto -. Se ragiono sui partiti, quelli favorevoli alla riforma sono al 35% gli altri al 65. Se dunque si é al 50 e 50 allora abbiamo già recuperato molto".

"Costituzione non viene stravolta" - Entrando nello specifico della riforma, Renzi ha spiegato che "la Costituzione non viene stravolta perché dei 47 articoli su cui interveniamo la maggioranza riguarda il Titolo V che ha fatto D'Alema e no i partigiani". Il premier ha quindi ricordato che "la gran parte dei partiti costituenti erano contrari al bicameralismo paritario che fu un compromesso perché i partiti non erano d'accordo". Anche su numero dei parlamentari il premier sostiene che "il numero dei parlamentari è cresciuto, non è quello che avevano voluto i partigiani". "Non combatto contro la libertà ma contro il Cnel e gli sprechi", ha concluso il presidente del Consiglio.

Il premier ha spiegato che, con le modifiche previste dalla riforma costituzionale, "il Senato diventa il luogo in cui i cittadini fanno sentire la loro voce come territori. Il Senato deve rappresentare a mio giudizio le autonomie territoriali".

"Nostra riforma non prevede premierato, quella di D'Alema e Berlusconi sì" - "I poteri del premier cambiavano con la riforma di D'Alema e di Berlusconi. Ora non c'è un potere in più per il premier anzi nell'art.83 ci sono più garanzie per il capo dello Stato e in generale più garanzie per le opposizioni e si favorisce la partecipazione popolare - ha proseguito il premier -. Faccio un esempio contro di me: con la nuova riforma rispetto al referendum sulle trivelle si potevano raccogliere 800 mila firme e il quorum si abbassava e così il referendum sarebbe passato". 

"Pronti a modificare l'Italicum, riforma costituzionale è più importante" - Circa la possibilità di modificare l'Italicum, ha sottolineato come la ritenga "una ottima legge, ma se tutti pensano che si debba riaprire una discussione sulla legge elettorale, il Pd è pronto. La legge elettorale è meno importante della riforma costituzionale, per cui se bisogna cambiarla si cambia, ma non presentando un'altra proposta, altrimenti fai come il carciofo, con gli altri che dicono solo no. Siamo disponibili veramente ad andare a vedere le carte e a confrontarci".

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