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Reddito di cittadinanza, la sottosegretaria Castelli farfuglia e non sa spiegare chi stamperà le tessere

Ospite di un programma televisivo, la deputata M5s va subito in tilt quando le chiedono di raccontare come verrà erogato il sussidio cavallo di battaglia del governo

Reddito di cittadinanza, la sottosegretaria Castelli farfuglia e non sa spiegare chi stamperà le tessere

A pochi giorni dal battibecco con l'ex ministro Padoan apostrofato con un secco "Questo lo dice lei" diventato presto oggetto delle ironie della rete, la sottosegretaria al ministero dell'Economia e delle Finanze Laura Castelli mette di nuovo in imbarazzo il governo. Ospite del programma di La7 "Otto e Mezzo", l'esponente M5s viene messa in difficoltà dalla conduttrice Lilli Gruber che le chiede: "Di Maio ha annunciato che sono in stampa le tessere elettroniche per erogare il reddito di cittadinanza: intanto sono 5 o 6 milioni? E chi le sta stampando?".

La deputata grillina abbozza una risposta generica: "La platea dovrebbe essere di 5 milioni e mezzo circa", ma davanti alle pressioni della conduttrice e dell'ospite Alessandro Sallusti, non arriva alcuna spiegazione esaustiva sulle modalità con le quali il sussidio verrà erogato. Il direttore del "Giornale" si porta le mani in testa in segno di disperazione, mentre il giornalista Luca Telese in studio commenta ironico: "Tipografia segreta".

L'interrogazione parlamentare - La vicenda non si è limitata alla diretta televisiva e rischia di approdare anche in Parlamento dopo che il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, ha preannunciato un'interrogazione parlamentare con questa nota:"Fratelli d'Italia pretende che i ministri Luigi Di Maio e Giovanni Tria chiariscano le dichiarazioni rilasciate ieri dal vice ministro all'Economia Laura Castelli alla trasmissione "Otto e mezzo". Stando alle sue parole infatti, sarebbero già in stampa in una non precisata tipografia milioni e milioni di tessere per l'erogazione del reddito di cittadinanza. Al di là delle imbarazzanti e confuse parole del vice ministro, ci chiediamo: se ancora non c'è una norma che autorizza la spesa come è stato possibile stampare le tessere? E se la tipografia non è l'Istituto Poligrafico dello Stato, a chi è stata affidata la stampa e a quali costi? E se queste tessere, che evidentemente non possono essere al portatore ma nominative, sono già in stampa, significa che il governo conosce già nome e cognome dei beneficiari del reddito di cittadinanza?".

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