Imputabili dai 14 anni

Norma anti maranza, Giorgia Meloni: "Chi sbaglia risponde delle proprie azioni, anche i minorenni"

La presidente del consiglio poi precisa: "La norma da sola non risolve il problema, non si può ragionare solo sul piano della repressione"

23 Lug 2026 - 21:34
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"Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni. Anche quando è minorenne. Il governo ha approvato un disegno di legge che cambia le regole sull'imputabilità dei minori" a dirlo è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sui social, pubblicando un videomessaggio nel quale commenta l'ultima modifica sul ddl che cambia le regole sull'imputabilità dei minori.

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"Chi rapina e devasta deve pagare sempre"

 "Comincio da un principio che stiamo cercando di affermare in ogni ambito", spiega la premier: "Chi aggredisce, chi rapina, chi devasta deve pagare sempre, anche se ha 15 o 16 anni, per questo abbiamo agito e continuiamo ad agire, arresto per i minorenni sorpresi con un'arma, norme severe contro la diffusione dei coltelli pene più dure per i danneggiamenti di gruppo. Il nostro ordinamento prevede attualmente che un minore tra i 14 e i 18 anni risponda del reato solo se un giudice accerta che fosse capace di intendere e di volere. Con questo provvedimento quella capacità si presume sempre. Significa che si potrà ancora dimostrare il contrario davanti a un giudice, ma il punto di partenza cambia, prima si presumeva l'incapacità ora si presume la responsabilità".

"Le alternative senza fermezza non risolvono il problema"

 "La fermezza senza alternative non basta, ma le alternative senza fermezza non risolvono il problema" ha detto Meloni. "È chiaro, la norma da sola non risolve il problema, né quando si parla di giovanissimi si può ragionare solo sul piano della repressione. Questo provvedimento - aggiunge - è un tassello in un percorso molto più difficile e spesso silenzioso. Perché un ragazzo di 15-16 anni che diventa violento e commette reati quasi mai ci arriva da solo. Molto spesso c'è una famiglia che lo ha dimenticato, una scuola che ha perso i contatti, un quartiere dove la sera non c'è nulla, un adulto che ha approfittato del vuoto. Riempire quel vuoto richiede molto lavoro, sostegno alle famiglie, scuola, formazione, lavoro, centro sportivi, spazi di aggregazione, lotta al degrado, presidi nelle aree più difficili e noi stiamo lavorando su tutti questo fronti tutto si tiene insieme".

Le reazioni, Bonelli: "Deriva autoritaria del governo"

 "Dopo sei decreti sicurezza e il decreto Caivano, il governo ammette che la criminalità minorile è aumentata. È la prova del fallimento delle politiche della destra: più propaganda, più repressione, meno sicurezza". Lo dichiara Angelo Bonelli, parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde. "Invece di investire nella scuola, negli educatori, nei servizi sociali, nella salute mentale, nei centri culturali e sportivi delle periferie Meloni e Nordio scelgono di rispondere al disagio giovanile con il carcere e con una deriva autoritaria che sostituisce la prevenzione con il sospetto e le politiche sociali con il diritto penale. La sicurezza si costruisce offrendo opportunità, non riempiendo le carceri di ragazzi. Senza una grande politica per l'istruzione, la cultura, lo sport e l'inclusione sociale, il carcere rischia di trasformarsi in una scuola di criminalità, dove si preparano i boss di domani invece di recuperare i cittadini di domani. La destra trasforma i giovani nel capro espiatorio del proprio fallimento", conclude Bonelli.

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