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Myrta Merlino nominata ambasciatrice Unicef: "Questʼestate andrò a Tripoli"

La giornalista di La7 partirà dalla Libia e dal dramma dei migranti: "Non si può essere indifferenti, è casa nostra. Io vado in vacanza a Pantelleria, quando mi sveglio davanti a me cʼ è lʼ Africa"

Myrta Merlino nominata ambasciatrice Unicef: "Quest'estate andrò a Tripoli"

Come prima cosa andrà a Tripoli, quest'estate, per rendersi conto "delle condizioni in cui vivono migliaia di bimbi migranti". Myrta Merlino, appena nominata ambasciatrice dell'Unicef, ha già in mente le tappe della sua nuova sfida, a partire dalla Libia: "E' casa nostra - dice al Corriere della Sera - io vado in vacanza a Pantelleria, quando mi sveglio davanti a me c' è l' Africa".

Martedì a Roma ci sarà la cerimonia ufficiale e per quel giorno la giornalista di La7 ha già pronto un certo discorso: "Parlerò dell' ultimo rapporto della Women' s refugee commission , si intitola "Oltre un milione di ferite" e tratta delle violenze sessuali contro uomini e ragazzi, non solo contro le donne, lungo la rotta verso l' Italia. Violenze ripetute e consumate già nei villaggi in Africa, poi ai tanti posti di blocco verso la Libia e ancora, una volta arrivati, nei campi di detenzione ufficiali e non ufficiali, fino ai Cara italiani, dove pure continuano a subire soprusi".

Dice che a convincerla ad accettare l'incarico è stato l' incontro, magico, avuto il mese scorso a New York, nel palazzo delle Nazioni Unite, davanti a centinaia di ragazzi, con la senatrice a vita Liliana Segre, reduce italiana dell' Olocausto. "La senatrice - racconta sempre al Corsera - mi ha detto che a spaventarla non è tanto il male, che pure così da vicino ha conosciuto. Ma è l' indifferenza: gli orrori, mi ha detto, fioriscono all'ombra di questa parola. E mi ha fatto l' esempio dei naufragi che avvengono quasi ogni giorno nel Mediterraneo. Li ha chiamati naufragi a distanza di sicurezza. Cioè noi li guardiamo, un po' anche ci viene da trepidare, ma dopo che il barcone si è inabissato ecco che il mare si chiude e ci sembra che torni come prima, calmo, senza neppure un'onda, un'increspatura. E noi ci voltiamo da un' altra parte". Indifferenza alla quale la Merlino ha deciso di reagire, proprio a partire dalla Libia: "Quando ho letto questo rapporto, non ci volevo credere. E ho pianto. Poi mi sono tornate alla mente le parole di Liliana Segre e ho accettato l' incarico".

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