Malavita organizzata

Tutela dei minori delle famiglie di mafia, ok all'unanimità alla Camera

Il progetto contro la mafia si chiama "Liberi di scegliere. Colosimo: "Ogni figlio che sceglie di essere libero smentisce la presunta invincibilità della criminalità organizzata"

01 Lug 2026 - 22:01
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 © ansa

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Con 209 voti a favore, nessuno contrario o astenuto, la Camera dei deputati ha dato il via libera alla legge sulla tutela dei minori delle famiglie mafiose. Il provvedimento ha come fine quello di allontanare i giovani dai contesti mafiosi, dalle zone ad alta densità criminale, dove sono nati. Una prassi nata all'interno del tribunale dei minori di Reggio Calabria nel 2017, seguita poi da altri tribunali in giro per il Paese. Queste esperienze giudiziarie sono confluite in un progetto chiamato "Liberi di scegliere", che è stato concretizzato in un protocollo d'intesa voluto da tutte le forze politiche. 

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Tutto parte dalla considerazione che la famiglia può diventare un ambiente condizionante, nei contesti mafiosi e quindi nasce la necessità di allontanare i minori da queste situazioni, adottando provvedimenti come la limitazione o la decadenza della responsabilità genitoriale, cercando di attuare percorsi di rieducazione. Insomma inserire il minore in un ambiente dove possa avere un supporto psicologico, logistico educativo e lavorativo che gli possa mostrare le alternative al sistema criminale.

"La pretesa della mafia che si ripete all'infinito si infrange, non è più di padre in figlio - ha detto  la presidente della commissione Chiara Colosimo - Tengo a dire che questa non è la legge liberi di scegliere ma porta il nome di coloro i quali con lungimiranza e tante difficoltà hanno immaginato e provato questo progetto sulla propria pelle, senza le garanzie che oggi gli stiamo dando. Questa legge è di Vincenzo (nome di fantasia) che è considerato da tutti il più piccolo collaboratore di giustizia ma purtroppo è solo una vittima di nove anni" e "di Luce (altro nome di fantasia) che ha portato via i suoi figli" da un marito poi condannato al 41 bis. Unanime la soddisfazione per l'approvazione del testo.