A "Realpolitik"

Lega, Vannacci: "Via per coerenza, come Meloni quando lasciò il Pdl"

L'intervento a Realpolitik: "Lealtà non vuol dire obbedienza cieca"

05 Feb 2026 - 10:40
 © Da video

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 "Più che come Fini, io mi sento come Meloni quando ha lasciato il Pdl per le divergenze di vedute". Così Roberto Vannacci ha commentato il suo recente addio alla Lega, che ha fatto molto discutere all'interno del partito di Salvini. Al ministro delle Infrastrutture e capo del partito, Vannacci ha replicato così dallo studio di "Realpolitik", il programma di Rete 4 condotto da Tommaso Labate.

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 "Sono due interpretazioni diverse. Salvini ha parlato di lealtà, onore, disciplina e dovere - ha detto -. Ma lealtà non vuol dire obbedienza cieca, onore non vuol dire immobilismo. Io non abbandono il posto di combattimento, sono l'unico che lo presiede". 

Nel corso del suo intervento il generale e autore del libro "Il mondo al contrario", che lo ha lanciato di fatto nel mondo della politica, ha escluso le dimissioni dal suo ruolo di parlamentare europeo: "Non mi dimetto - ha risposto alla domanda -. L'articolo 67 della Costituzione prevede che ogni membro rappresenta la nazione e poi non c'è il vincolo di mandato. Inoltre io sono stato eletto in Europa con 563mila preferenze e a chi mi dice che sono un ingrato ricordo che grazie alle mie preferenze la Lega ha ottenuto oltre al mio seggio altri due seggi al Parlamento europeo e allora loro dovrebbero rinunciare anche a quei due seggi. Quindi è un aspetto pretestuoso"