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Governo, Berlusconi: "Persone inadeguate, spero che cada ogni giorno"

A LʼAquila per la manifestazione dei "gilet azzurri", il leader di Forza Italia ha assicurato che il partito "non è in crisi". E sui migranti: "Si fa credere che siano il primo problema dellʼItalia"

Silvio Berlusconi torna a commentare la situazione politica italiana, augurandosi che il governo M5s-Lega "cada ogni giorno che arriva". Intervenendo alla manifestazione dei "gilet azzurri" a L'Aquila, il leader di Forza Italia ha affermato: "Certo che non è bello vedere un governo che dice sì un giorno, no il giorno dopo e forse il terzo giorno. Questo governo è composto da persone assolutamente inadeguate che ci portano indietro al 1994".

"Oggi c'è un pericolo che considero quasi più grave rispetto a quello rappresentato dai comunisti 25 anni fa: quello dei grillini, spinti soltanto dall'invidia sociale. In più rispetto agli uomini di sinistra di allora che venivano mandati a Roma per fare esperienza, non hanno nessuna esperienza e non sanno che cos'è l'amministrazione pubblica", ha proseguito Berlusconi.

"Si fa credere che i migranti siano il primo problema" - Passando alla questione immigrazione e allo stallo sulla vicenda della nave Sea Watch, il numero uno del partito azzurro ha affermato che "si continua a far credere che i migranti siano il primo problema del Paese. Io non vedo francamente che cosa possa svilupparsi con la discesa di 47 altri migranti che sono in una situazione precaria su una nave con un tempo non buono di fronte alla presenza di oltre 600mila clandestini che sono ancora in Italia che si dovevano inviare al loro Paese".

"Su Salvini siamo garantisti" - "Siamo garantisti su Matteo Salvini e continuiamo ad esserlo", ha proseguito Berlusconi parlando dell'autorizzazione a procedere nei confronti del vicepremier e leader leghista per il caso Diciotti. "Queste cose non mi piacciono. Io sto guardando al futuro dell'Italia e dell'Europa e non voglio farmi coinvolgere in questo caos che si chiama Governo", ha osservato.

"Forza Italia non è in crisi" - "Non vedo una crisi del mio partito", ha poi sottolineato Berlusconi. "C'è una grande compattezza e siamo tutti orgogliosi di essere noi a conservare i valori della democrazia occidentale. Noi siamo quelli che nel Partito popolare europeo salvano i valori della democrazia occidentale, che non è una democrazia qualsiasi, ma è qualcosa che arriva dalla tradizione giudaico-cristiana, dall'antica Grecia e da Roma".

"Commosso di tornare a L'Aquila" - Dopo essersi detto "commosso" per essere tornato a L'Aquila e per i 25 anni dalla fondazione di Forza Italia, Berlusconi ha detto: "Ho dentro di me un ricordo che non finirà mai di quei giorni del terremoto, delle famiglie che avevano perso i loro cari, delle famiglie che avevano perso la loro casa". Nell'anno del decennale del sisma del 6 aprile del 2009, il leader di Forza Italia è tornato per la 27esima volta nel capoluogo abruzzese, ma per la prima volta dalla fine dell'emergenza post-sisma, ricordando il lavoro che mise in campo per la costruzione di alloggi.

L'equazione del benessere - Berlusconi ha dunque evidenziato che il primo problema da affrontare, in Abruzzo come in tutta Italia, è la mancanza di lavoro. "Occorre riportare qui imprese che dopo il terremoto sono andate via attraverso la cosiddetta fiscalità di vantaggio, premiando la qualità". Il leader del partito azzurro ha poi ribadito quella che ha definito "l'equazione della crescita e del benessere", e cioè "meno tasse su famiglie e imprese uguale più consumi".

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