Dopo il bilaterale con Merz

Vertice Italia-Germania, Meloni: "Ue? Scelga se vuole subire il suo destino o essere protagonista"

La premier da Villa Pamphilj si è detta soddisfatta della collaborazione con Berlino: "Più vicini che mai, ma vogliamo un'Europa più autorevole"

23 Gen 2026 - 16:56
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"Questo vertice cade in una congiuntura storica particolarmente complessa, che impone all'Europa di scegliere se intenda essere protagonista del suo destino o piuttosto subirlo". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al termine del vertice con il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Villa Doria Pamphilj, a Roma. "Dal nostro punto di vista è una fase che richiede lucidità, responsabilità, coraggio e soprattutto l'intelligenza necessaria a trasformare le crisi in opportunità".

La stretta relazione Roma-Berlino

 Il bilaterale è stato anche occasione di ribadire la collaborazione sempre più attuale tra i due Paesi: "Italia e Germania sono oggi più vicine che mai. Questo è una buona notizia per i nostri popoli e l'Europa nel suo complesso", ha detto la premier. Anche perché, ha aggiunto, "personalmente sono convinta che in questo tornante della storia, Italia e Germania abbiano una responsabilità particolare, chiaramente per storia, per peso, per leadership".

Meloni: "Italia e Germania compatibili, vogliamo Europa più autorevole"

 "Siamo due grandi nazioni europee, fondatrici dell'Unione, protagoniste delle dinamiche internazionali. Siamo le due principali potenze manifatturiere d'Europa con sistemi produttivi e industriali che sono fortemente interconnessi tra loro per molti aspetti. Siamo complementari ma soprattutto entrambi interpreti di una visione comune su alcuni dei dossier più strategici", ha elencato Giorgia Meloni. Per questo "perseguiamo di fatto lo stesso obiettivo di fondo, e cioè costruire un'Europa autorevole, un'Europa consapevole del proprio ruolo nel mondo, capace di essere competitiva sullo scenario globale, capace di rafforzare la propria autonomia strategica con pragmatismo, con concretezza e con buon senso". Parole che sembrano cogliere, almeno parzialmente, il campanello d'allarme che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha suonato dal palco di Davos. 

"Ho chiesto a Trump di riaprire la configurazione del Board, spero potremo dargli il Nobel"

  "Sul board of peace per Gaza "ho detto" a Donald Trump che "per noi ci sono oggettivamente dei problemi di carattere costituzionale" e chiesto "anche la disponibilità a riaprire questa configurazione per andare incontro alle necessità non solo dell'Italia ma anche di altri Paesi europei". "Noi dobbiamo tentare di fare questo lavoro. La presenza di Paesi come i nostri può fare la differenza. Questa è la nostra posizione, poi si vedrà quali sono i margini per trovare posizioni condivise", ha aggiunto. "Spero che potremo dare il Nobel per la pace a Trump e confido che possa fare la differenza anche sulla pace giusta e duratura per l'Ucraina, e quindi finalmente anche noi potremo candidare Donald Trump al Nobel per la pace".

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