"Per partecipare alla fiera della piccola e media editoria "Più libri più liberi", che si svolgerà a Roma, le case editrici dovranno ottenere quest'anno il "patentino antifascista", sottoscrivendo un'apposita dichiarazione. È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono. La cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista, è un vecchio vizio della sinistra, ma è una storiella alla quale ormai non crede più nessuno. Si chiama, banalmente, censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica". Lo ha scritto su X la premier Giorgia Meloni.
La replica di Schlein
"Mi chiedo se sia normale che la presidente del Consiglio, davanti a una manifestazione in cui il leader dei neofascisti ha detto di essere pronto ad assaltare il Parlamento, non abbia detto una parola e domenica mattina si sia svegliata attaccando l'antifascismo", ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo a Repubblica delle Idee a Bologna. Secondo Schlein, il governo "trova il tempo per commentare le scelte delle fiere del libro o per discutere di dichiarazioni di antifascismo richieste agli espositori, ma non interviene su episodi molto più gravi".
Quanto a Meloni "non l'abbiamo sentita animarsi allo stesso modo quando una parte della destra metteva adesivi per distinguere i negozi italiani da quelli gestiti da stranieri o quando venivano stilate liste di proscrizione contro professori considerati non allineati". "Anche Giorgia Meloni ha giurato sulla Costituzione e la Costituzione è antifascista - ha aggiunto -. Nel garantire la libertà di manifestazione del pensiero non considera il fascismo un'opinione, ma lo mette al bando", ha affermato. "Viviamo in un Paese che ha una Costituzione scritta da chi ha fatto la Resistenza per liberarci dal regime fascista e dall'occupazione nazista", ha concluso la segretaria del Pd.
