le proposta del ministro e le reazioni

Giorgetti: "Draghi può guidare il convoglio dal Quirinale, sarebbe un semipresidenzialismo" | M5s: "O è una battuta o è eversione"

Fa discutere la proposta del ministro dello Sviluppo Economico. Pd: "Surreale". Articolo 1: "Semipresidenzialismo di fatto è un'idea pericolosa"

02 Nov 2021 - 19:52

"Draghi potrebbe guidare il convoglio anche da fuori (dal Colle, ndr). Sarebbe un semipresidenzialismo de facto in cui il Presidente della Repubblica allarga le sue funzioni approfittando di una politica debole". Con queste parole, pronunciate da Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico e numero due della Lega, la corsa al successore di Sergio Mattarella subisce una forte accelerata. 

Le parole di Giorgetti, contenute nelle anticipazioni dell'ultimo libro di Bruno Vespa, hanno inevitabilmente fatto molto discutere. L'esponente del Carroccio ha spiegato che "già nell’autunno del 2020 dissi che la soluzione sarebbe stata confermare Mattarella ancora per un anno. Se questo non è possibile, va bene Draghi". Un Mattarella bis, però, al momento è escluso. E il trasloco da Palazzo Chigi al Quirinale del premier porterebbe probabilmente a elezioni anticipate. In parlamento, però, sono ben 661 gli eletti che vedranno maturare la pensione solo a partire dal settembre del 2022: in caso di voto anticipato vedrebbero andare in fumo i contributi versati fino ad ora. Il rebus, insomma, è di difficile risoluzione.

Sull'ipotesi di Mario Draghi al Quirinale come successore di Sergio Mattarella, nei giorni passati si erano espressi quasi tutti i leader politici. Da Giuseppe Conte ("Non lo escludo, ma se ci fossero le condizioni non vuol dire che si andrà a elezioni anticipate") a Matteo Salvini ("Voterei Draghi subito, ma gli scenari cambiano ogni giorno. No a elezioni anticipate"), da Enrico Letta ("La cosa peggiore che possa capitare che adesso si parli esclusivamente di elezioni al Quirinale, del Colle si parlerà dopo l'approvazione della legge di bilancio") a Giorgia Meloni ("FdI appoggerà Draghi al Colle se si voterà subito") fino ad Antonio Tajani ("Draghi sarebbe un ottimo Capo dello Stato, avrebbe tutte le carte in regola, ma io penso che fino al 2023 Draghi debba completare il lavoro che ha avviato, portare avanti il Recovery plan e la battaglia per sconfiggere il Covid").

La "fuga in avanti" di Giorgetti, che di fatto ha lanciato Draghi al Quirinale, parlando di svolta semipresidenziale, ha però inevitabilmente cambiato (almeno momentaneamente) gli scenari. E sulla ipotesi ventilata dal numero due della Lega vi sono state immediatamente le reazioni dei partiti

Perantoni (M5s): "Giorgetti ha fatto una battuta, altrimenti è eversione" - "Di sicuro è solo una battuta, se la frase non provenisse da un autorevole esponente del governo dovremmo considerala eversiva". Questo il commento di Mario Perantoni, presidente della commissione Giustizia della Camera ed esponente del MoVimento 5 stelle.

Marcucci (Pd): "Giorgetti? Lettura surreale della Costituzione" - "Mi sembra surreale che un ministro dia una interpretazione tutta sua della nostra Costituzionale con un sistema semipresidenziale de facto". E' il commento del senatore del Pd, Andrea Marcucci sulla proposta di Giancarlo Giorgetti per il Quirinale.

Calenda: "Se Draghi deve continuare a guidare il Paese, resti a Chigi" - "I sistemi istituzionali non cambiano a seconda di chi ricopre una carica. Sono presidenzialista, ma questo non è il sistema italiano. Se Draghi deve continuare a guidare il Paese, come io penso, allora occorre che resti PdC, per scelta netta e trasparente delle forze politiche". Così su Twitter il leader di Azione, Carlo Calenda, dopo le parole di Giorgetti.

Arturo Scotto (Articolo Uno): "Un'idea pericolosa" - "Il punto non è Draghi o meno al Quirinale. E’ che non esiste un Presidente della Repubblica eletto con vincolo politico, eccetto la difesa della Costituzione. Caro Giorgetti, il semipresidenzialismo di fatto è un’idea pericolosa. Un presepe che non mi piace, direbbe Eduardo". Così il coordinatore di Articolo Uno.

Di Maio (Iv): "Giorgetti non tiri la giacchetta a Mattarella e Draghi" - "Meglio una destra europeista e democratica rispetto a chi va a braccetto con Orban e Bolsonaro: se le intenzioni di Giorgetti sono serie, è un bene per l'Italia anche se noi restiamo distanti. Non è saggio, però, tirare ora la giacchetta di Draghi e Mattarella sul Quirinale". Così su Twitter Marco Di Maio, vice-presidente del gruppo di Italia Viva alla Camera, a proposito delle anticipazioni del ministro Giorgetti per il prossimo libro di Bruno Vespa.

Commenti (0)

Disclaimer
Inizia la discussione
0/300 caratteri