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Sul Mes "il governo seguirà una logica di pacchetto" ma "poi deciderà il Parlamento"

Al termine di un lunghissimo incontro a Palazzo Chigi con M5s e Pd, fonti della presidenza del Consiglio sottolineano che ogni decisione diventerà comunque definitiva "solo dopo che il Parlamento si sarà pronunciato"

Al termine del vertice-fiume sul fondo salva-Stati a Palazzo Chigi, fonti della presidenza del Consiglio hanno fatto sapere che il governo seguirà una logica "di pacchetto" durante il negoziato all'Eurogruppo. In ogni caso, "ogni decisione" sul Mes "diventerà definitiva solo dopo che il Parlamento si sarà pronunciato" sulle risoluzioni che verranno approvate l'11 dicembre, "in occasione delle comunicazioni" di Conte.

L'intervento del presidente del Consiglio è previsto "in vista del prossimo Consiglio Europeo", e il richiesto pronunciamento delle Camere è "in linea con i punti 12) e 13) della risoluzione del Parlamento approvata il 12 giugno 2019". Il documento impegnava infatti il governo "a promuovere, in sede europea, una valutazione congiunta dei
tre elementi del pacchetto di approfondimento dell'unione economica e monetaria, riservandosi di esprimere la valutazione finale solo all'esito della dettagliata definizione di tutte le varie componenti del pacchetto, favorendo il cosiddetto 'package approach', che possa consentire una condivisione politica di tutte le misure interessate, secondo una logica di equilibrio complessivo".

 

Inoltre la risoluzione richiedeva al premier di "render note alle Camere le proposte di modifica al trattato Esm, elaborate in sede europea, al fine di consentire al Parlamento di esprimersi con un atto di indirizzo e, conseguentemente, a sospendere ogni determinazione definitiva finché il Parlamento non si sia pronunciato".

 

Fonti del M5s sottolineano comunque che "il Parlamento è sovrano ed è un bene che si sia deciso di non dare nessuna luce verde fino a quando il Parlamento non ne discuterà. E' il Parlamento che parla per primo. Per noi tante cose nell'Unione Economica e Monetaria vanno riviste". E anche per Di Maio la riforma "va valutata nell'ambito di un pacchetto di riforme nelle quali c'è tanto da cambiare". In ogni caso il confronto con il Pd è stato "civile e costruttivo. E' chiaro che abbiamo opinioni diverse, il M5s da sempre è preoccupato del Mes e di una serie di riforme che riguardavano le banche. Dal mio punto di vista non è una cosa strana che due forze di governo abbiano opinioni diverse, altrimenti saremmo stati insieme prima delle elezioni". 

 

E per il capo delegazione Pd Dario Franceschini è andato "bene l'incontro di stasera sul Mes. Nessuna richiesta di rinvio all'UE ma un mandato che rafforza il ministro Gualtieri a trattare al meglio l'accordo sul tavolo europeo già dal 4 dicembre. Ovviamente sarà poi il Parlamento a pronunciarsi definitivamente sulle decisioni assunte".

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