PER LA FORMAZIONE DEL NUOVO GOVERNO

Finite le consultazioni, Gentiloni sale al Quirinale

L'ultimatum di Verdini: "Senza nostri ministri, no alla fiducia".Forza Italia: "Opposizione senza sconti". Pd: "Sostegno forte e condiviso a Gentiloni, per noi l'orizzonte delle elezioni resta vicino". Lega e M5s non hanno partecipato alle consultazioni

12 Dic 2016 - 18:14

Terminate le consultazioni per la formazione di un nuovo esecutivo, il premier incaricato Paolo Gentiloni è salito al Quirinale per presentare il suo "governo di responsabilità". "Ho cercato di conciliare l'esigenza di tempi stretti, così come indicato dalle parole di Sergio Mattarella, con quella di ascoltare tutti", ha detto Gentiloni. E' possibile che già stasera il nuovo esecutivo presti giuramento.

Verdini: "No fiducia senza una nostra rappresentanza" - "Non voteremo la fiducia a un governo che ci pare al momento intenzionato a mantenere uno status quo, che più dignitosamente sarebbe stato comprensibile con un governo Renzi-bis". Lo fanno sapere Denis Verdini e Enrico Zanetti in una nota rilasciata quando Gentiloni è già al Quirinale, affermando che il governo "deve assicurare il giusto equilibrio tra rappresentanza e governabilità, senza rinunciare, in nome di pasticciate maggioranze, a quest'ultimo principio".

Forza Italia: "Opposizione senza sconti" -  "La nostra sarà un'opposizione senza sconti. Verificheremo la reale discontinuità del governo Gentiloni rispetto a quello Renzi", ha affermato la delegazione di Forza Italia. Il Pd: "Sostegno forte e condiviso a Gentiloni, per noi l'orizzonte delle elezioni resta vicino". Lega e M5s non hanno partecipato alle consultazioni.

Brunetta: "Gentiloni riunisca il Paese diviso da Renzi" - "Renzi ha diviso il Paese e ha perso. Ci aspettiamo che Gentiloni sia in grado di riunificarlo", ha dichiarato il presidente dei deputati azzurri, Renato Brunetta, spiegando che dal referendum "è uscito uno sconfitto solo, Renzi. Ci aspettiamo da Gentiloni una discontinuità", che "verificheremo in politica estera ed economia, e nei rapporti con l'opposizione".

La minoranza del Pd: "Sì al sostegno, ma serve cambiamento" - La minoranza Dem assicura l'appoggio a Gentiloni, ma chiede "discontinuità". "In coerenza con l'impegno che abbiamo assunto di garantire la stabilità dell'esecutivo non faremo mancare sostegno all'indicazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella - si legge in un comunicato depositato in direzione Pd -. Quanto ai contenuti dell'azione di governo valuteremo la capacità di ascolto delle esigenze del Paese. Noi siamo per la stabilità. Ma oggi la stabilità è cambiamento".

Direzione Pd: "Ok unanime a governo Gentiloni" - La direzione del Pd ha approvato all'unanimità la scelta del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di conferire l'incarico di formare il governo a Paolo Gentiloni. Dopo il voto, senza contrari né astenuti, Matteo Renzi ha dato il via all'applauso della direzione.

Meloni: "Renzi ha messo al governo un suo prestanome" - "Siamo di fronte a un intollerabile gioco delle tre carte: Renzi irresponsabile, dopo aver ricattato il Paese ha messo al governo un suo prestanome", ha detto la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

Ncd-Ap: "Ribadiamo l'appoggio a Gentiloni" - "Ribadiamo il nostro senso di responsabilità e la volontà di appoggiare il governo Gentiloni". E' quanto ha affermato Maurizio Lupi, capogruppo Area popolare-Ncd-Centristi per l'Italia alla Camera, dopo aver incontrato il premier incaricato. "Ci auguriamo - ha proseguito - che il governo crei un clima positivo di dialogo tra maggioranza e opposizione sul tema della riforma elettorale. Abbiamo inoltre sottolineato l'azione urgente su alcune emergenze, da quella finanziaria al terremoto fino all'emergenza sociale".

Svp: "Cambiare legge elettorale prima di Consulta" - "L'Italia deve avere un ruolo fondamentale. Il nuovo governo vada avanti con le politiche fatte in questi anni per dare più forza alla sua posizione all'interno dell'Unione europea". Lo ha detto Daniel Alfreider, della delegazione Svp (Partito popolare sudtirolese), la seconda a incontrare Gentiloni per le consultazioni. Alfreider ha quindi ribadito che "è fondamentale che il parlamento si assuma la responsabilità di cambiare la legge elettorale senza aspettare la Consulta".

Civici e innovatori: "Collaboriamo a nuova legge elettorale" - "E' nostra intenzione collaborare fattivamente alla stesura della legge elettorale, che deve essere elaborata dal Parlamento con un consenso più ampio di quello dell'attuale maggioranza". Così Giovanni Monchiero, esponente di Civici e innovatori.

Autonomie: "Governo non è yogurt a scadenza" - "Non sappiamo quale sarà l'orizzonte di questo governo ma non credo che sia realistico pensare ad elezioni prima del giugno 2017, ci sono scadenze internazionali dove l'Italia ha un ruolo di primo piano e non avrebbe senso aprire una campagna elettorale". Lo ha detto Karl Zeller, presidente del gruppo per le Autonomie al Senato dopo l'incontro con il premier incaricato. "Questo governo non è come uno yogurt come qualcuno ha detto, non ha una scadenza fin dall'inizio" ha concluso.

Gal: "No ostruzionismo" - "Ci saranno alcuni senatori di Gal che voteranno la fiducia, altri che non lo faranno, ma ci sarà un atteggiamento non ostruzionistico, un atteggiamento dialettico, volto alla ricerca dell'accordo tra i contrari. La cosa centrale è la legge elettorale, cercheremo di fare la nostra parte". Lo ha detto il presidente del gruppo Gal (Grandi autonomie e libertà) del Senato, Mario Ferrara.

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