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F35, Conte e M5s frenano sulle future commesse | Salvini critico: nessun passo indietro

Non solo il vicepremier leghista, ma anche il Centrodestra afferma che la frenata di Palazzo Chigi sul comparto Difesa è un grave errore strategico ed economico

F35, Conte e M5s frenano sulle future commesse | Salvini critico: nessun passo indietro

"Nei prossimi mesi tutti i comparti della Difesa, sotto il coordinamento del Ministro Trenta, saranno chiamati a operare una ricognizione delle specifiche esigenze difensive dell'Italia, in modo da assicurare che le prossime commesse siano effettivamente commisurate alle nostre strategie di difesa". Lo afferma Palazzo Chigi, scontentando però il vicepremier Matteo Salvini che sulla vicenda F35 dice: "Nessun passo indietro".

"Non vedo perché fare un regalo ai nostri principali competitor", aggiunge il leader leghista, criticando così la posizione del premier Conte e dell'M5s, che invece, una volta saldati i debiti con gli Stati Uniti e la casa produttrice Loocked, intendono fare investimenti più mirati.

Anche Fratelli d'Italia esprime forte perplessità in merito alla nota diramata da Palazzo Chigi. "Ogni ipotesi di rallentamento o ravvedimento del programma di acquisto infatti, comporterà un danno notevole per l'economia italiana e per la sicurezza del Paese", dichiarano Salvatore Deidda, Wanda Ferro e Isabella Rauti, componenti di Fratelli d'Italia nelle commissioni Difesa di Camera e Senato. "L'Italia ha l'assoluta necessità di sostituire velivoli oramai datati come gli AMX e i Tornado, con sistemi d'arma da combattimento di nuova generazione".

Dure critiche anche da Forza Italia: "Il governo è diviso anche sulla questione strategica degli F35. Il vertice di oggi tra Conte e la ministra Trenta ha messo solo una pezza sulla figuraccia dei mancati pagamenti agli Stati Uniti per le ultime commesse prefigurando però un pericoloso scenario di incertezza sulle scelte future del governo",  afferma la senatrice Anna Maria Bernini, presidente del gruppo azzurro a Palazzo Madama. "L'annunciata 'ricognizione delle specifiche esigenze difensive dell'Italia' somiglia molto infatti all'ennesima perdita di tempo per nascondere le divisioni nella maggioranza", conclude.

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