Ma "serve buon senso". Venerdì Roma è finita nel caos dopo la chiusura dei fori per un'assemblea sindacale che era stata comunque autorizzata. La protesta dei lavoratori per il mancato rinnovo del contratto
© ansa
"Nessuno vuole togliere il diritto sindacale, nessuno si sogna di toccare i diritti dei lavoratori, ma questi devono essere regolamentati ed esercitati come nei luoghi dei servizi essenziali". Lo afferma Dario Franceschini aggiungendo: "Le regole saranno diverse. Si tratta di buon senso". "Si possono fare assemblee, ma in modo da garantire comunque l'apertura del luogo, ed evitando che si creino disagi", prosegue il ministro dei Beni culturali.
Dario Franceschini torna così sulla chiusura del Colosseo e altri monumenti per assemblea sindacale e sul decreto che inserisce musei e siti archeologici tra i servizi pubblici essenziali. "E' vero" che "sono state rispettate le regole per la convocazione dell'assemblea sindacale", dice il ministro, "ma siccome il risultato è quello che abbiamo visto, col Colosseo chiuso al pubblico, vogliamo cambiare le regole".
"Al di là degli effetti sulle attività sindacali, oggi per i Beni culturali è una giornata in una qualche misura storica: i musei diventano per legge servizi essenziali. La chiusura, d'altronde, crea solo disagio a cittadini e turisti. Senza contare il danno enorme all'immagine del Paese".
"Col nostro decreto legge - spiega il ministro - si potrà scioperare, ma con le regole previste per i servizi pubblici essenziali". "Quindi con l'intervento della commissione garante per gli scioperi e con delle regole particolari che eviteranno di chiudere ancora una volta il Colosseo o gli altri musei".
Se il decreto legge è il 'colpo di coda' della rivoluzione dei beni culturali avviata con la mia riforma? "Le proteste dei sindacati hanno il loro fondamento. Che ci siano lavoratori che da mesi aspettano ancora gli straordinari dovuti, è vero". "Ma come i sindacati" "già sanno, io mi sto impegnando". "Certo, - dice Franceschini - di fronte all'ennesima immagine del Colosseo chiuso, viene il dubbio che ci sia qualche forma di resistenza verso tutti i cambiamenti che stiamo mettendo in atto".
Cgil: "Sbloccati fondi salari accessori" - "Ieri, in singolare coincidenza con l'assemblea sindacale in alcuni siti, è arrivato lo sblocco dei fondi per pagare i salari accessori di tutti lavoratori del Mibact per il 2014 e per il 2015. Evidentemente la mobilitazione è servita, a prescindere da quanto accaduto al Colosseo", ha commentato Claudio Meloni coordinatore Cgil per il Mibact.
"Possibile sciopero a ottobre" - "Lo sblocco dei fondi per i salari accessori non spegne la mobilitazione perché la vertenza nazionale verte anche sulla richiesta di un piano occupazionale straordinario e sulle riforme che stanno generando caos organizzativo. Resta forte la possibilità dello sciopero che, se la situazione non si sblocca, potrebbe essere a ottobre", ha aggiunto Meloni.
Garante: "Dl occasione per modifiche legge 146" - La conversione del decreto varato dal governo è "una straordinaria occasione per avviare in modo urgente una riflessione in ordine alla necessità di operare altre modifiche in ordine alla legge 146 (sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, ndr). Che il Parlamento non perda tempo". Così il presidente dell'Autorità di garanzia per gli scioperi Roberto Alesse.