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Coronavirus, il Pd propone una tassa per i più ricchi | Conte: "Non è all'orizzonte"

Salvini: "I dem sono matti, li fermeremo". Bernini: "Basta colpire un ceto medio già impoverito". Italia Viva: "Irresponsabile pensare a nuove tasse" Dalla misura previsto un gettito di 1,3 miliardi

Contro la povertà determinata dalla crisi per il coronavirus "il gruppo del Pd della Camera, in piena sintonia con il partito", lancia l'idea di un contributo di solidarietà a carico dei redditi più elevati", per il 2020 e 2021. Ma il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa afferma: "Non è un'iniziativa nell'orizzonte del governo". La proposta ha inoltre suscitato forti critiche sia tra le opposizioni sia tra le altre forze di governo, a cominciare dal capo M5s Vito Crimi che subito si dissocia: "E' una loro iniziativa".

Conte: "Mai sentita questa proposta" - Del contributo di solidarietà "sento parlare oggi per la prima volta", ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. E aggiunge: "Non ne abbiamo parlato al tavolo dei capi delegazione, il governo non ha fatto propria nessuna proposta del genere e non la vedo all'orizzonte". 

 

Le fasce di reddito e il contributo Il contributo sarebbe del 4% oltre 80mila euro, del 5% oltre 100mila euro, del 6% oltre 300mila euro, del 7% oltre 500mila euro, dell'8% oltre un milione di euro. In base alla tabella che accompagna il testo, sarebbero 110 euro l'anno per 200mila contribuenti che guadagnano sopra gli 80mila euro (200 euro lordi, ma con la possibilità di dedurre 90 euro). Da 90mila a 100mila euro il contributo sarebbe di 331 euro al netto della deducibilità; 718 euro da 100mila a 120mila euro e di 1.408 euro da 120mila a 150mila, aumentando via via che cresce il reddito.

 

Commercialisti: la misura colpisce 800mila italiani  - Il contributo di solidarietà "colpirebbe 800mila italiani" secondo la stima del Consiglio nazionale dei commercialisti, che spiegano: "I contribuenti oltre gli 80mila euro sono l'1,9% dei 41,2 milioni totali, e già versano il 24,5% dell'Ipref netta, dichiarando il 13,6% del reddito complessivo". 

 

Insorgono le opposizioni - Un coro di proteste arriva dalle opposizioni, oltre che dal gruppo Italia Viva. La capogruppo di Forza Italia al Senato Anna Maria Bernini dice no alla patrimoniale accusando il Pd di voler colpire "ancora una volta un ceto medio già impoverito da un decennio di congiuntura negativa e messo in ginocchio dagli effetti drammatici della crisi sanitaria. La patrimoniale non ha mai funzionato perché punisce l'Italia che lavora, produce, risparmia". Forti critiche anche dal governatore della Liguria Giovanni Toti che scrive su Facebook: "L'ultima trovata è una tassa in più per i redditi medio-alti. Affossiamo anche coloro che per ora riescono a sopravvivere. Lo propone il Pd". 

 

Salvini: "Pd vuole patrimoniale? Sono matti, li fermeremo" Critiche dure alla proposta dem anche dalla Lega. "Il Pd dichiara che ci vuole una tassa patrimoniale sugli Italiani: questi sono matti! Li fermeremo, promesso", scrive su Facebook il leader del Carroccio Matteo Salvini.
 

No anche nella maggioranza - Voci  di dissenso anche in maggioranza, con il capo M5s Vito Crimi che parla del contributo di solidarietà come di "una loro iniziativa. Noi con garbo e spirito unitario abbiamo proposto ai palamentari di tagliarsi lo stipendio, cosa che il M5s già fa senza ricevere risposta. Ora non è il momento di chiedere ulteriori sacrifici agli italiani, rimaniamo contrari a qualunque forma di patrimoniale. Le risorse le dobbiamo trovare dentro il Paese, ridiscutendo interventi non necessari come la Tav e attraverso l'Europa, con strumenti nuovi e realmente efficaci". Non mancano le critiche tra gli esponenti di Italia Viva, con la deputata Silvia Fregolent che commenta così l'iniziativa: "Ora che il Paese è in ginocchio pensare a nuove tasse è da irresponsabili. Sono gli italiani ada ver bisogno di solidarietà da parte dlelo Stato, non il contrario". 

 

Paniere solidale e spesa sospesa: l'Italia che aiuta i bisognosi del coronavirus

"Chi può metta, chi non può prenda..." due cartelli sopra due ceste nei vicoli di Napoli. All'Alberone, quartiere popolare della Capitale sul muretto del giardino, file di scatole di pasta e beni di prima necessità. Un panettiere della capitale lascia buste al di fuori del proprio negozio. In Molise la pasta lasciata pagata come il caffé, nel Salernitano con la farina viene regalato anche lievito. Alla Garbatella, lo spazio sociale 'Casetta Rossa' prepara nella sua cucina vaschette sigillate con piatti in monoporzioni da distribuire ai poveri del municipio e ai migranti e senza fissa dimora che vivono in strada vicino alla stazione Tiburtina assistiti dall'associazione Baobab. Sono i pasti, la spesa, gli acquisti 'sospesi" che stanno fiorendo in ogni angolo della penisola, comprese pagine ad hoc su Facebook. E' l'Italia solidale, quella che agisce, quella che ci piace.
 

Pd: "Troppi i nuovi poveri nelle città" - A illustrare la proposta sono stati il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio e il capogruppo in commissione Bilancio Fabio Melilli spiegando che "la somma versata sarà deducibile". "La crisi economica, determinata dalla pandemia, ha fatto emergere e accentuato situazioni di povertà", scrivono in una nota Delrio e Melilli.: "Ci sono famiglie che in questi giorni non hanno risorse sufficienti per provvedere all'acquisto nemmeno dei beni di prima necessità: c'è un rischio povertà per un ulteriore milione di bambini. Un primo intervento è stato messo in campo dal governo che ha stanziato 400 milioni di euro perché i Comuni possano cominciare a dare risposte. Tutti i Sindaci, di ogni appartenenza politica, segnalano la grande quantità di richieste che vengono presentate da famiglie in difficoltà".

 

"Un grande e solidale paese come l'Italia non può non porsi il tema di come le classi dirigenti e coloro che dispongono di redditi elevati debbano essere chiamati a contribuire a favore di chi non ce la fa. Il Gruppo del Pd della Camera, in piena sintonia con il Partito, ritiene opportuno che venga introdotto nel provvedimento che arriva ora alla Camera un  contributo di solidarietà a carico dei redditi più elevati, da destinare a tutti coloro che versano in situazioni di povertà a causa della crisi o in situazioni di grave difficoltà per la perdita completa del reddito come i giovani lavoratori  autonomi. La proposta prevede l'istituzione di un contributo di solidarietà per gli anni 2020 e 2021, che dovranno versare i cittadini con redditi superiori ad 80.000 euro e che inciderà sulla parte eccedente tale soglia. La somma versata, rispettando i criteri di progressività sanciti dalla nostra Costituzione, sarà deducibile e partirà da alcune centinaia di euro per le soglie più basse fino ad arrivare ad alcune decine di migliaia di euro per i redditi superiori al milione. Il gettito atteso è pari ad un miliardo e trecento milioni annui. Ad uno strumento del genere, oggi sicuramente necessario, si è già fatto ricorso in passato da governi di diverso colore", conclude. 

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