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Coronavirus, il centrodestra è pronto a collaborare: "Basta pasticci sui decreti" | Conte: "No al Mes con regole attuali"

Nel dl di aprile il governo promette cospicue risorse per sostenere imprese, lavoratori e famiglie. Il premier: "Tutti i Paesi europei usino misure rigorose come le nostre"

Coronavirus, le opposizioni a colloquio da Conte 

Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia si sono detti disponibili a collaborare sui decreti economici per affrontare l'emergenza coronavirus. E' quanto emerso al termine del colloquio di 3 ore a Palazzo Chigi tra Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Antonio Tajani e il premier Giuseppe Conte. "L'Europa coordini e basta con i pasticci sui decreti", ha chiesto il centrodestra, auspicando un approccio collaborativo da parte del governo.

Le richieste del centrodestra "compatto" Al presidente del Consiglio il centrodestra "compatto", ha spiegato il segretario della Lega, arrivato a Palazzo Chigi con la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni e il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani, ha avanzato una serie di richieste: dalla distribuzione di mascherine e respiratori agli ospedali alla sperimentazione di tutti i farmaci utili, dalla tutela delle partite Iva al blocco delle tasse, dalla difesa delle aziende italiane al no al Mes.

 

Salvini: "Proteggere gli anziani nelle case di cura o si rischia una strage" "Abbiamo chiesto al governo interventi urgenti per proteggere tutti gli anziani e i disabili nelle case di risposo e in quelle di cura, almeno 500mila italiani: servono subito medici, infermieri, mascherine e macchinari. Se non si interviene in fretta, si rischia una strage", ha sottolineato Salvini

 

"Inizio di un percorso che ci veda collaborare tutti insieme" "Finalmente - ha proseguito Salvini abbiamo parlato con i ministri delle cose da fare, e non abbiamo appreso le cose dalla tv. Il governo ci coinvolgerà sul decreto economico di aprile, e noi vogliamo dare il nostro contributo. Che sia l'inizio di un percorso che ci veda collaborare tutti insieme".

 

Meloni: "Unità di crisi del Parlamento che coinvolga tutti i partiti" Da parte della Meloni non sono mancate le critiche per come è stata gestita finora la situazione dal governo, in particolare per l'ultima conferenza stampa di Conte, fatta senza che il decreto fosse pronto. "Abbiamo chiesto un'unità di crisi del Parlamento che coinvolga tutti i partiti. Abbiamo dato la nostra piena disponibilità a lavorare sui decreti economici, vogliamo poter dire la nostra", ha affermato la leader FdI

 

Tajani: "Il governo deve tutelare tutti i lavoratori" Il vicepresidente di Forza Italia Tajani ha parlato di due tavoli tecnici, uno parlamentare e uno politico, "per valutare la strategia dell'Italia contro il coronavirus" e ha ricordato come serva "tutelare tutti i lavoratori, le piccole medie imprese, le partite Iva e i medici".

 

Conte: "Tutti i Paesi Ue usino misure rigorose come le nostre" "L'Italia sta attuando una strategia che ci costa sacrifici, con un impatto economico notevole, per ottenere un risultato. Non possiamo accettare che invece altri Paesi affrontino questa lotta con una soglia di rigore più bassa, perché poi potremmo essere esposti agli effetti di un contagio di ritorno", ha sottolineato Conte, che giovedì sarà in Parlamento per un'informativa sull'emergenza. "Tutti i Paesi Ue adottino misure rigorose", ha ribadito.

 

"Mes con regole attuali non accettabile" Il premier ha quindi detto di non essere intenzionato a utilizzare il Mes sulla base dell'attuale quadro regolatorio: "Le condizioni attuali non sono accettabili". Il ministro Roberto Gualtieri, viene riferito, ha spiegato che l'Italia, come la maggior parte dei Paesi e istituzioni Ue, è per l'uso di tutte le risorse disponibili a livello europeo, comprese (ma non solo) quelle del Mes attraverso l'emissione di Eurobond, senza alcuna condizionalità se non il loro uso per contrastare il coronavirus.

 

"Nel dl aprile cospicue risorse" Conte e Gualtieri hanno precisato che non ci sono altre risorse per il decreto Cura Italia, approvato a marzo e ora in Parlamento, anche perché per quel decreto è stato chiesto al Parlamento uno scostamento dal deficit che è stato già usato accogliendo anche richieste di opposizione. Ma non significa affatto che il governo ritenga che risorse e misure già stanziate siano sufficienti. Con il prossimo decreto, infatti, il governo stanzierà cospicue risorse per sostenere imprese, lavoratori e famiglie.

 

"Ultime misure più restrittive preventive per il Sud" Parlando del Dpcm con lo stop alle attività produttive non essenziali, varato nel fine settimana, Conte ha affermato: "E' stata una decisione ritenuta necessaria per l'area più critica del Nord, ma sicuramente anche utile in funzione preventiva per il Centro e il Sud". Il premier ha quindi aggiunto: "Spero che il provvedimento di chiusura delle fabbriche sia limitato nel tempo".

 

Renzi all'attacco sulla strategia economica del governo Intanto Conte deve guardarsi anche dal fronte interno e dagli attacchi più o meno velati di Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva ha assicurato continuamente di non voler far polemica, ma ha anche ribadito che il governo deve avere una strategia economica perché "perdere tempo oggi sarebbe letale" ed è tornato a criticare la modalità di comunicazione del premier, "perché questo è il coronavirus, non il Grande Fratello".

 

Iv vuole cambiare il decreto in Senato Schermaglie politiche, si potrebbe dire, senonché Iv si presenta in Senato con la volontà di cambiare il decreto, ad esempio (così come Salvini e il centrodestra) nel sostegno a professionisti e lavoratori autonomi. Una possibile mina tutta da disinnescare: un primo incontro dei capigruppo di maggioranza con il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà, è stato "interlocutorio".

 

Altro nodo è la protesta dei sindacati In questo contesto, un altro problema non da poco per l'esecutivo è la protesta dei sindacati, pronti anche allo sciopero generale se non verranno allargati i provvedimenti di chiusura delle fabbriche. Il premier sa che il conflitto sociale in questo momento renderebbe ancora più difficile la situazione e ha dato mandato al ministro per lo Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, di trovare una composizione con le parti sociali. Una missione che appare complicata.

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