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Bonus Inps, Tridico: "Nessuno ha dato i nomi, garantita privacy"

Il presidente dellʼIstituto: "La procedura ha seguito la legge. Nel periodo del Covid lʼesigenza era pagare subito e poi controllare"

Il 9 agosto la notizia sui parlamentari che hanno ottenuto il Bonus Inps è uscita "senza i nomi, perché i nomi non li sa nessuno, non li dà l'istituto che garantisce la privacy". A chiarirlo, durante l'audizione in Commissione lavoro, è il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, il quale sottolinea che "anche oggi nessuno ha dato i nomi, si sono autodenunciati". In ogni caso, sulla fuga di notizie Tridico ha "ordinato un audit interno".

"L'esigenza era pagare subito e poi controllare" Nel periodo del Covid, precisa il presidente dell'Inps, "l'esigenza era pagare subito e poi controllare, e questo è stato fatto. La procedura costruita dall'amministrazione si basa sulla legge, basandosi sui nostri archivi, si attinge alla presenza o meno di altri fondi previdenziali obbligatori. Gli approfondimenti sulla posizione di chi ha richiesto il bonus sono in corso ancora oggi". 

 

"Bonus fu risposta efficace in 15 giorni" "Con il Cura Italia - prosegue - il governo ha risposto mettendo a disposizione 10 miliardi e cercando di dare una risposta veloce ai cittadini. Erano momenti convulsi, con cittadini che assalivano i negozi, l'istituto ha risposto in modo efficace in 15 giorni, predisponendo una misura che non esisteva: il bonus per gli autonomi. Lo ha elargito in 15 giorni, come chiesto dal governo". 

 

"Privacy violata? Su di me accuse infondate" A chi lo accusa di aver diffuso i nomi dei politici coinvolti nella vicenda, il presidente dell'Inps risponde: "Chiunque afferma cose del genere, lo fa per fini che mi sfuggono, motivi fantasiosi e accuse infondate da rimandare al mittente". Tridico quindi rivela: "Il 7 agosto mi ha chiamato il direttore di Repubblica per dire che il suo giornale aveva scoperto la notizia sui bonus e la vuole dare e mi chiedeva i nomi. Ero sorpreso e questa notizia non è uscita né direttamente né indirettamente da me". 

 

Ordinato "audit interno" su fuga di notizie "Sulla notizie di Repubblica, qualche giorno fa ho ordinato un audit interno per capire se sono state trafugate dall'istituto - spiega -. La notizia del 200 politici a livello nazionale e dei 5 deputati l'ho condivisa a fine maggio con il cda dell'istituto, per permettere poi di poter fare le verifiche del caso".  

 

Tridico ai deputati: "Servo il Paese, guardate ai problemi" Tridico si rivolge quindi ai deputati, invitandoli a "guardare i problemi del Paese e non il dito che ce li indica. L'istituto da sempre, nel corso dei 120 anni di storia, ha segnalato anomalie ed è stato vittima di azioni fraudolente e tuttora lo siamo. Purtroppo. Altrimenti non avremmo 115 miliardi di evasione contributiva e fiscale".

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