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25 Aprile, Mattarella: "La Resistenza fu riscatto nazionale e rivolta morale" | In 70mila al corteo di Milano

Monito del Capo dello Stato: "La memoria è un dovere, mai barattare la libertà con promesse di ordine"

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha reso omaggio ai caduti per la libertà deponendo una corona di fiori all'Altare della Patria a Roma. Con lui il premier Conte, il ministro della Difesa Trenta e le alte cariche dello Stato. Mattarella ha sottolineato il significato della Resistenza come "riscatto nazionale e rivolta morale alla dittatura: oggi come allora c'è bisogno di donne e uomini liberi". Anpi: "A Milano oltre 70mila".

"Mai barattare la propria libertà con promesse di ordine" - Nessun cenno all'attualità da parte del Capo dello Stato, per esempio allo striscione dei tifosi laziali inneggiante al Duce. La Liberazione, ha detto Mattarella, "ci insegna che, oggi come allora, c'è bisogno di donne e uomini liberi e fieri che non chinino la testa di fronte a chi, con la violenza, con il terrorismo, con il fanatismo religioso, vorrebbe farci tornare a epoche oscure, imponendoci un destino di asservimento, di terrore e di odio. La storia insegna che quando i popoli barattano la propria libertà in cambio di promesse di ordine e di tutela, gli avvenimenti prendono sempre una piega tragica e distruttiva".

"Non cedere mai alla cultura dell'odio contro il diverso" - Sul fascismo Mattarella usa parole nette e definitive, che restano valide anche a 74 anni dalla Liberazione, come monito a non cedere mai alla cultura dell'odio, della violenza, della propaganda, contro il diverso e lo straniero. "Nel ventennio - ha sottolineato - non era permesso avere un pensiero autonomo, si doveva soltanto credere. Credere, in modo acritico e assoluto, alle parole d'ordine del regime, alle sue menzogne, alla sua pervasiva propaganda. Bisognava poi obbedire a ordini che impartivano di odiare: gli ebrei, i dissidenti, i Paesi stranieri. L'ossessione del nemico, sempre e dovunque, la stolta convinzione che tutto si potesse risolvere con l'uso della violenza".

Omaggio ai caduti per la libertà, le celebrazioni del 25 Aprile

Di Maio: "La Liberazione deve essere un giorno di unione" - Le manifestazioni per il 25 Aprile, in diverse città d'Italia, nonostante gli appelli all'unità provenienti da più parti, sono state caratterizzate da contestazioni verso la partecipazione delle comunità ebraiche, che così in alcuni casi hanno celebrato separatamente il 74/o anniversario della Liberazione. "Oggi non è il giorno delle polemiche", aveva detto in mattinata il vicepremier, Luigi Di Maio, a margine della cerimonia nella sinagoga romana di via Balbo: "La Liberazione nazionale è un momento che unisce tante comunità e che deve unire sempre di più, non deve essere un giorno di divisioni, deve essere un giorno di unione".

Anpi: "A Milano oltre 70mila presenze" - Ma non è stato così, anche se a Milano, che si è confermato uno dei luoghi più "caldi" della contestazione, qualcosa è cambiato: il passaggio dei reduci dai lager durante il corteo, riuniti sotto i cartelli dei vari campi, è stato infatti applaudito dai manifestanti pro Palestina che hanno urlato "Siamo tutti antifascisti", in modo inclusivo verso i manifestanti ebrei. "Siamo tantissimi, siamo oltre 70mila: Milano ha saputo dare una grande risposta". Lo ha detto il presidente dell'Anpi Milano, Roberto Cenati, parlando dal palco di piazza Duomo.

25 Aprile, Milano festeggia la Liberazione

Migliaia di partecipanti a Milano per celebrare il 25 Aprile. In testa al corteo il sindaco, Giuseppe Sala, accompagnato dalla compagna Chiara Bazoli. Tra i presenti, anche Gino Strada fondatore di Emergency, il regista Pif e molti uomini politici. Tra loro, anche il leader del Partito democratico, Nicola Zingaretti, e il sottosegretario del Movimento 5 Stelle, Stefano Buffagni. Applausi scroscianti al passaggio dell'Anpi. Forti contestazioni si sono verificate, a Milano, al passaggio della Brigata Ebraica da parte dei manifestanti pro Palestina. "Via i sionisti dal corteo" e "Israele Stato terrorista" gli slogan usati. La contestazione, pur molto accesa, non ha provocato incidenti. .

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Contestazioni contro la Brigata Ebraica - Forti contestazioni invece si sono verificate, sempre a Milano, al passaggio della Brigata Ebraica: "Via i sionisti dal corteo" e "Israele Stato terrorista" sono stati gli slogan usati. Gli esponenti della Brigata hanno risposto cantando "Bella Ciao". Ma la Brigata Ebraica a Milano era comunque perfettamente integrata nel corteo ufficiale. Mentre nel secondo troncone, quello dei centri sociali, hanno sfilato gli attivisti per "la liberazione della Palestina" insieme ai "Bds", le associazioni per il "boicottaggio economico di Israele". "Abbiamo visto una straordinaria risposta della città di Milano a chi cerca di sminuire il valore del 25 Aprile. Da qui parte un segnale di speranza per l'intero Paese", ha detto il sindaco, Giuseppe Sala. Fischi alla Brigata, invece, a Cinisello Balsamo (Milano) da parte di un gruppo di antagonisti, mentre a Trieste si sono tenute celebrazioni separate con l'Anpi. "Solo chi non conosce la storia, può non sapere qual è stato il contributo della Brigata ebraica nella lotta al nazifascismo", ha scritto il ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio.

Anche a Roma però ci sono stati problemi - "Ci abbiamo provato, ringrazio il Pd, i sindacati, a marciare insieme per il 25 aprile ma non è stato possibile", ha affermato la presidente della comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello. Comunque in Campidoglio il sindaco Virginia Raggi, i partigiani, la comunità ebraica e i sindacati hanno celebrato insieme. Il clima però è restato freddo: nessuna stretta di mano tra il presidente dell'Anpi di Roma, Fabrizio De Sanctis, e la presidente Dureghello. "Il 25 Aprile non c'è spazio per i temi di politica interna, così come non c'è per i temi di politica estera e internazionale", ha sottolineato Dureghello riferendosi implicitamente a temi come la questione palestinese, che negli ultimi anni ha diviso Anpi e comunità ebraica.

25 Aprile, Forza Nuova: "Mai più antifascismo"

Diversi manifestanti di Forza Nuova, con bandiere e striscioni, si sono radunati nel giorno della Festa della Liberazione davanti al tribunale di Roma per protestare contro l'arresto dei militanti Castellino e Nardulli.

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