Solamente il 4% delle opportunità caricate su LinkedIn è rivolto ai neolaureati. Trionfa il precariato, con il 48% di tirocini, il 91% di annunci senza stipendio e un misero 7% di contratti a tempo indeterminato. Emerge un grande malinteso: ai ragazzi interessano di più stabilità, prospettive di carriera e possibilità di imparare rispetto allo smart working